I MISTERI DI MERCURIO PRESTO SVELATI DA BEPICOLOMBO. VALERIA MANGANO, INAF, “NOTEVOLE CONTRIBUTO ITALIANO”

I MISTERI DI MERCURIO PRESTO SVELATI DA BEPICOLOMBO. VALERIA MANGANO, INAF, “NOTEVOLE CONTRIBUTO ITALIANO”

(Ti Lancio da Roma) Roma 27 giugno 2022 – È il pianeta più vicino al Sole ed il più esposto alla sua fortissima radiazione. Il suo raggio è quasi un terzo di quello della Terra. Possiede una crosta molto sottile e una densità molto alta. Parliamo di Mercurio, e dei tanti misteri ancora da svelare che sono nel mirino degli astrofisici da parecchio tempo. Ne parliamo perché lo scorso 23 giugno, la missione BepiColombo, una collaborazione fra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’omologa giapponese (JAXA), ha effettuato un flyby, un sorvolo ravvicinato al pianeta, per catturare dati, immagini e per deviare la traiettoria del suo viaggio interplanetario che dura già da tre anni e mezzo. 

Il contributo dell’Italia in questa impresa è notevole ed è organizzato e fornito soprattutto dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)

Valeria Mangano, ricercatrice INAF, è coinvolta in uno degli strumenti a bordo del satellite europeo. In occasione del flyby si trova nell’isola di Tenerife, presso il telescopio solare THEMIS dove sta facendo osservazioni coordinate dell’esosfera di sodio di Mercurio. A Mangano chiediamo cos’abbia di così unico e affascinante il piccolo pianeta. “I suoi aspetti più peculiari sono legati alla struttura interna. Per le sue dimensioni, Mercurio dovrebbe essersi già raffreddato nel suo interno e non aver più un nucleo fluido che sostenga un campo magnetico planetario. E, invece, il campo magnetico c’è”.  Conferme sulle attuali teorie che spiegano la crosta sottile e l’alta densità per il momento non ce ne sono, ma “risolvere questi misteri migliorerebbe anche la comprensione dell’origine del Sistema Solare e dei tanti altri sistemi planetari scoperti negli ultimi anni”. 

L’alba e l’ombra del Sole su Mercurio

Valeria Mangano lavora nel team dello strumento SERENA, uno dei tanti rilevanti contributi Made in Italy a BepiColombo.
“La partecipazione italiana – spiega – è importante sia dal punto di vista scientifico che tecnologico. Sono italiani infatti ben 4 strumenti degli 11 a bordo del satellite europeo: ISA, SERENA, SIMBIO-SYS, e MORE. Ad esempio, ISA, che deriva dagli studi di fisici come Amaldi e Fuligni risalenti agli anni Ottanta, possiede sensori che pesano solo 200 grammi e una precisione di misura altissima; SERENA è composta da 4 sensori, uno di questi – ELENA – blocca la radiazione ultravioletta e gli ioni con sistemi innovativi. Entrambe queste tecnologie sono state ideate e realizzate appositamente per questa missione. Ci sono poi: SIMBIO-SYS che è all’avanguardia nei sistemi ottici, e MORE che testerà la teoria della relatività generale con una precisione mai ottenuta prima”. Si tratta di strumenti – qui presentati in una breve sintesi – che brillano per innovazione: lo dimostrano i livelli di miniaturizzazione e la resistenza alle forti accelerazioni e vibrazioni durante il lancio.

BepiColombo arriverà a Mercurio alla fine del 2025. Saranno proprio la comprensione del campo magnetico e la sua struttura interna alcuni tra i risultati più attesi: “Ma anche la complessa interazione con il Sole – aggiunge la ricercatrice – e la prima misura completa della tenue atmosfera”. Insomma, i risultati scientifici interessano molteplici ambiti. Nel frattempo, durante i flybys si comincia a studiare il pianeta (ce ne saranno altri 4 nei prossimi anni) e si inizia ad analizzare la sua superficie”.
(MARIFRE)

Foto di copertina: ESA/BepiColombo/MTM, CC BY-SA 3.0 IGO

Leave a Reply

Your email address will not be published.