Cookie Policy IMPRESE. LOMBARDIA. L’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY VOLA NEL Q1: ZEGNA E PRADA TRAINATE DA USA E APAC - Tilancio

IMPRESE. LOMBARDIA. L’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY VOLA NEL Q1: ZEGNA E PRADA TRAINATE DA USA E APAC

IMPRESE. LOMBARDIA. L’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY VOLA NEL Q1: ZEGNA E PRADA TRAINATE DA USA E APAC

(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 30 aprile 2026 – Il settore del lusso italiano apre il 2026 con il vento in poppa. Le trimestrali di Zegna e Prada confermano un trend di crescita solida, dimostrando come la qualità artigianale unita a strategie distributive mirate stia pagando dividendi altissimi, specialmente oltreoceano e nei mercati asiatici.

Il Gruppo Ermenegildo Zegna ha chiuso il primo trimestre con un fatturato di 470,2 milioni di euro . A spingere i conti del colosso del quiet luxury è stata soprattutto la strategia di vendita diretta al consumatore (DTC), che permette un controllo totale sull’esperienza d’acquisto e sui margini. Gli Stati Uniti si confermano un mercato cruciale, con una domanda sempre più orientata verso il menswear di lusso personalizzato.  Il passaggio a un modello prevalentemente direct-to-consumer ha permesso di compensare le fluttuazioni del canale wholesale, rafforzando il legame identitario con il cliente.

Non meno brillante la performance di Prada. Il Gruppo ha archiviato il primo trimestre con ricavi pari a 1,43 miliardi di euro, segnando un prestigioso +14% rispetto all’anno precedente.Mentre altri settori faticano, il marchio Prada  ha registrato una performance eccellente nell’area Asia-Pacifico. La capacità del brand di intercettare i gusti delle nuove generazioni asiatiche si conferma il suo vero asso nella manica. Anche per Prada, il mercato americano ha risposto positivamente, bilanciando la crescita globale e confermando il desiderio di lusso europeo di alta gamma.

I risultati di queste due icone della moda suggeriscono una riflessione importante: nel 2026, il successo non è più solo una questione di prodotto, ma di presenza geografica e controllo del canaleL’America è tornata: dopo fasi di incertezza, gli USA si confermano il “porto sicuro” per i grandi marchi italiani. L’area APAC come motore: il Pacifico non è più solo un mercato di sbocco, ma il centro di gravità dei trend globali. La capacità di gestire direttamente il rapporto con il cliente finale (DTC) è il comune denominatore che sta premiando chi ha investito in infrastrutture e logistica.

Con oltre 1,9 miliardi di euro generati complessivamente nel solo primo trimestre da questi due player, il comparto della moda italiana si candida a guidare la crescita del PIL industriale per l’anno in corso. La sfida per i prossimi mesi manterrà questo slancio nonostante le complessità macroeconomiche, puntando sempre più sulla sostenibilità e sull’innovazione digitale.

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