(Ti Lancio da Roma) Roma 30 agosto 2023 – Nel 2015 il food delivery fatturava poco più di 70 milioni di euro. Dopo solo sette anni l’ordinazione di piatti a domicilio è arrivata a ben 1,8 miliardi di euro. Una vera esplosione la cui causa va ricercata nell’epidemia causata dal Covid e dai due anni in cui le persone sono state costrette a limitare i rapporti sociali per paura di contrarre il morbo. L’aspetto singolare è che la crescita delle consegne a domicilio non si è arrestata terminata l’epidemia ma sta ancora crescendo segno che la consegna a casa dei pasti e anche di snack o spuntini definiti i “fuori pasto” è entrata nelle abitudini delle famiglie italiane.
Dal punto di vista statistico il food delivery nel 2018 valeva 360 milioni poi nel 2020 è passato a 700 milioni e via con crescita esponenziale fino ad arrivare a quasi due miliardi di euro per il 2023. Per i ristoratori si tratta di una nuova frontiera che statisticamente ha già raggiunto il 71% della popolazione italiana sia nelle città che nei piccoli centri e su questo gioca il fatto di poter avere nella propria casa un piatto preparato come al ristorante da consumare in compagnia con i tempi e i modi preferiti dal consumatore. Allo sviluppo del food delivery e al fatto che sempre più ristoranti si sono adeguati aderendo alle piattaforme che sono presenti in rete giocano sicuramente diversi fattori come la consegna puntuale a domicilio di pasti che magari possono evitare le attese che si possono registrare ai ristoranti e la libertà di poterli consumarli fra le mura domestiche con amici e figli piccoli che magari non sempre mantengono il contegno in pubblico e poi figura anche l’aspetto dei costi che in base al ristorante scelto fra quelli in rete permette di ottenere dei risparmi.
(PARU)

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