L’EUROPA NELLO SPAZIO, ASCHBACHER (ESA): ‘VOLARE È LA PRIORITÀ’

L’EUROPA NELLO SPAZIO, ASCHBACHER (ESA): ‘VOLARE È LA PRIORITÀ’

(Ti Lancio da Roma) Roma 23 gennaio 2023 – Si vola: senza esitazioni e cogliendo tutte le sfide più complesse. Ristabilire la presenza dell’Europa nello spazio: è questa la priorità da qui al 2025 nell’agenda dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Nel consueto briefing di inizio anno, in collegamento da Parigi, Josef Aschbacher, direttore generale dell’ente che coordina i programmi spaziali dei paesi europei, ha illustrato le missioni cruciali e ha annunciato un budget 2023 pari a 7,08 miliardi di euro. Rispetto all’anno precedente, e con l’accordo di tutti i ministeri membri, il fondo è aumentato notevolmente, ben il 17% in più.

‘Top mission’. I programmi che avranno avvio quest’anno sono soprattutto due: il lancio della sonda JUICE (ad aprile) verso le lune di Giove e lo strumento di esplorazione della materia oscura e dell’energia oscura EUCLID (entro settembre). A proposito della prima iniziativa, Aschbacher ha precisato che lo scopo è “investigare l’abitabilità delle sue lune ghiacciate, la loro composizione e anche la struttura del sistema solare esterno”. Il telescopio spaziale ha invece come obiettivo: “Mappare in 3D la geometria dell’universo profondo, studiando un miliardo di galassie distanti fino 10 miliardi di anni luce. Sono coinvolti – ha proseguito il direttore – più di 2000 scienziati europei”. Fra questi, gli italiani sono responsabili del segmento scientifico da terra.

Esplorazione della Terra. Si tratta del segmento più ricco del budget ESA: quasi 1,8 miliardi di euro (il 25% del totale). In questo settore rientrano le risorse ‘Space for Climate’, ovvero l’arricchimento del set di dati che contribuiscono anche allo studio del cambiamento climatico, oltre che alla sicurezza del pianeta in caso di calamità naturali. Ci pensano il satellite Sentinel-1C, soprattutto, e la nuova versione di Meteosat.

Prototipo di prova Ariane 6 (Ph: ESA/S Corvaia)

Trasporto spaziale. Nel corso del 2023 ci saranno gli ultimi due lanci del razzo Ariane 5 e il volo inaugurale della generazione successiva, la 6. Una vera novità sarà rappresentata dai test per lanciatori riutilizzabili (un po’ come quelli già operativi della SpaceX di Elon Musk). Gli europei si chiameranno Prometheus e Themis e saranno testati a Kiruna, il nuovo spazioporto in Svezia. Analoghi studi, ma in Guyana francese, riguarderanno gli small e mini launcher e lo Space Rider, il veicolo robotico senza equipaggio. Non mancheranno le indagini sul fallimento del lanciatore Vega-C, avvenuto nel dicembre 2022, che, specifica Aschbacher, saranno svolte “da una commissione indipendente, per riacquisire la nostra capacità di volo il prima possibile”. 

Investimenti. Oltre alla voce principale sull’osservazione terrestre, si nota il grande impegno per i voli commerciali (1,3 miliardi di euro). I fondi per la navigazione costituiscono il 16% del totale, il volo umano il 12,5%, le telecomunicazioni l’8,7%, il programma scientifico l’8,4%. 
I principali fra i 19 Paesi finanziatori restano Germania, Francia e Regno Unito; l’Italia si colloca al quarto posto con un contributo di 580,1 milioni di euro, pari al 11.8% del totale. Tutto è calcolato, come sempre, in rapporto al PIL. 

Riforme dell’Agenzia Spaziale Europea: L’ESA prevede di raggiungere “uno snellimento e una velocizzazione delle procedure per adattarsi al futuro”. Il direttore infatti ha promesso un ente più trasparente e comunicativo, orientato al potenziamento delle risorse umane, rafforzando l’attrattività di talenti nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Astronauti. I “prossimi esploratori europei” – così definiti dal numero uno dell’ESA -, che cominceranno la carriera in aprile saranno 5, oltre alle riserve (e tra questi 2 sono italiani); mentre sulla Stazione Spaziale Internazionale tornerà il danese Andreas Mogensen in agosto. 
(MARIFRE)

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