LO STORICO RINNOVAMENTO DELLA MECCANICA ITALIANA, FRA VALORI E PASSIONI, IN UN LIBRO DI FABIO STORCHI

LO STORICO RINNOVAMENTO DELLA MECCANICA ITALIANA, FRA VALORI E PASSIONI, IN UN LIBRO DI FABIO STORCHI

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 18 novembre 2022 – E’ uscito per i tipi di Marsilio Editori il nuovo libro di Fabio Storchi, imprenditore, ex presidente di Federmeccanica. Il titolo: ‘La Passione per il rinnovamento. I miei anni in Federmeccanica‘. Il testo è stato scritto in collaborazione con Daniele Marini e Domenico Gribaudi. La premessa è di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria nazionale. 

‘Sono convinto che l’intero sistema Confindustria debba molto a Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, dal 2013 al 2017. Seppe esprimere una riflessione completa sulle enormi trasformazioni che, dagli anni Novanta, erano avvenute nella meccanica e nella meccatronica, allora ai suoi inizi. Come nei mercati globali, cui la manifattura italiana deve sempre continuare a guardare per l’enorme apporto all’export italiano. 
Quelle considerazioni profondamente innovative furono prima condensate nel Manifesto delle relazioni industriali che Federmeccanica produsse nel 2014 divennero poi la premessa per una piattaforma autonoma, in vista del rinnovo contrattuale del 2016. Una piattaforma che, per la sua nuova visione, finì per essere il punto di riferimento anche nel confronto con tutte le organizzazioni sindacali, invertendo la storica procedura secondo la quale il confronto contrattuale avveniva sulla base delle piattaforme e richieste sindacali’.

‘Questo volume – continua Bonomi – raccoglie, non a caso, una vasta coralità di voci, intorno alle premesse ed al significato di quel contratto. Quel contratto poneva esplicitamente, al centro delle relazioni industriali, l’intreccio fra la trasformazione in atto, la soggettività dei protagonisti e infine, l’oggettività delle loro decisioni. Disegnava una retribuzione complessiva imperniata sulla produttività, da una parte, ma insieme ad altri due pilastri: quello del welfare aziendale e quello della formazione, come diritto soggettivo permanente dei lavoratori. Era un contratto che anticipava l’industria 4.0 e dunque la necessità di un mansionario dei lavoratori che scavalcasse di un balzo le vecchie qualifiche fordiste, e che infine e soprattutto abbracciasse in pieno l’idea della fabbrica come motore centrale della coesione sociale nei territori e come fonte permanente di qualificazione sempre più avanzata dei lavoratori’ spiega Bonomi. 

‘Consapevolezza, passione, capacità di assumere decisioni e rischi, leadership e un contratto fortemente innovativo: sono questi gli elementi che, nel loro insieme, rappresentano il punto di forza di un grande sistema industriale in divenire, come quello metalmeccanico. Sono, in altri termini, l’ulteriore testimonianza di un profondo rinnovamento dei corpi intermedi, che devono continuare a percorrere in ogni grande crisi italiana ed internazionale, un cammino condiviso che ponga al centro due scelte non più negoziabili: la centralità della persona e l’impresa come bene comune. Siamo di fronte, a ben vedere, ai due prerequisiti indispensabili per generare vale economico e sociale, nella prospettiva di una quarta rivoluzione industriale che vogliamo fondata sulla sostenibilità’.

La sinossi: ‘Se lo slittino chiamato ‘Rosebud’ è la chiave per comprendere la personalità e la vita di Charles Foster Kane, il personaggio del leggendario film di Orson Welles ‘Citizen Kane’ (Quarto Potere), un anonimo bidone del latte è, con ogni probabilità, l’oggetto iconico che aiuta a capire chi è Fabio Storchi.

Fabbrica, lavoro, partecipazione, negoziazione, democrazia, leadership; sono questi i valori che tratta il libro che cerca di comprendere e interpretare il Contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici, sottoscritto nel 2016, oltre che dall’autore, da: Marco Bentivogli, Stefano Franchi, Maurizio Landini e Rocco Palombella. Un contratto che ha aperto una nuova stagione di relazioni industriali in Italia, lasciandosi alle spalle il Novecento e avviando relazioni industriali del terzo millennio’. 

‘Per uno come me che si è affacciato alla vita nella campagna emiliana è davvero un fatto straordinario trovarsi tanti decenni dopo e con i capelli bianchi ad accarezzare una pubblicazione che non solo porta il mio nome in copertina e non solo racconta la mia storia, ma che dà conto di un evento, di portata nazionale: il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici, sottoscritto nel 2016, di cui sono stato coprotagonista e che ha interessato, insieme a centinaia di migliaia di imprese, oltre un milione e mezzo di lavoratori’, sottolinea Fabio Storchi.

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