Cookie Policy Politica estera. Argentina. L'asse Milei-Trump riapre la ferita delle Falkland Malvinas - Tilancio

Politica estera. Argentina. L’asse Milei-Trump riapre la ferita delle Falkland Malvinas

Politica estera. Argentina. L’asse Milei-Trump riapre la ferita delle Falkland Malvinas

Ti Lancio dalla Argentina 6 settembre 2026 – I vecchi equilibri internazionali sono ormai tramontati, e con essi cadono le certezze che per decenni hanno congelato le contese globali. Con il ribaltamento degli assetti geopolitici, Javier Milei decide di alzare vertiginosamente il tiro sulla questione delle Falkland/Malvinas. In un discorso a reti unificate, il presidente argentino ha evocato “venti di cambiamento”, ribadendo l’appartenenza dell’arcipelago a Buenos Aires “per storia e per diritto”. Ma questa volta l’Argentina passa ai fatti: annunciate nuove sanzioni contro le aziende straniere impegnate nell’estrazione petrolifera nell’Atlantico del Sud e confermata la costruzione di una base navale strategicamente posizionata nella Terra del Fuoco.

La reazione di Londra non si è fatta attendere. Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting ha ribadito che le isole “sono britanniche”, confermando l’impegno “assoluto e incrollabile” del Regno Unito, liquidate le parole di Milei come una mossa di propaganda per distogliere l’attenzione dal drastico calo di popolarità interno e dalle continue proteste contro le riforme ultraliberiste.

Tuttavia, derubricare le mosse di Milei a mera tattica interna rischia di essere un errore di valutazione. Se le rivendicazioni argentine sono storiche — stampate sui cartelli stradali come sugli striscioni della nazionale di calcio —, a essere radicalmente mutate sono le circostanze esterne. Milei gioca forte del sostegno diretto di Donald Trump. In una recente intervista a GB News, il presidente statunitense ha messo apertamente in discussione il tradizionale supporto americano a Londra nell’ipotesi di un nuovo scontro, rompendo uno dei pilastri storici dell’alleanza atlantica.

 Trump giustifica questo strappo criticando il governo laburista guidato da Andy Burnham, accusato di non accelerare sulla spesa militare verso il target del 3% del PIL entro il 2030 e di non aver garantito pieno appoggio alla campagna bellica condotta da USA e Israele contro l’Iran.

 Nel suo attacco, Milei ha dipinto un Regno Unito “in declino”, afflitto da crisi economica e tensioni sull’immigrazione. Diversi analisti a Londra evidenziano con preoccupazione che, rispetto alla spedizione navale del 1982 voluta da Margaret Thatcher, oggi il Regno Unito rischia di non disporre delle risorse militari ed economiche necessarie per garantire un intervento a un’estremità del globo.

Questa nuova strategia rischia tuttavia di rivelarsi un’arma a doppio taglio per Buenos Aires. Il giro di vite sulle estrazioni offshore punta direttamente al progetto petrolifero condotto dalla britannica Rockhopper in partnership con l’israeliana Navitas Petroleum. Colpire gli interessi commerciali di una società dello Stato ebraico rischia di innescare un corto circuito diplomatico con Benjamin Netanyahu e, di riflesso, di incrinare proprio il rapporto di favore con la Casa Bianca.

Tra un Regno Unito in difficoltà, un’America che ridisegna le proprie alleanze in chiave pragmatica e un’Argentina disposta a rischiare, la contesa dell’Atlantico del Sud dimostra come nessuna alleanza sia ormai scontata.

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