(Ti Lancio da Roma) Roma 1 dicembre 2025 – Il futuro della connettività globale potrebbe avere radici nella Città Universitaria di Roma. I team di ricerca Nanophotonics e Quantum Lab del Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma , guidati dai professori Rinaldo Trotta e Fabio Sciarrino, hanno realizzato con successo il primo esperimento di teletrasporto quantistico collegando sorgenti di fotoni dislocate in tre diversi laboratori all’interno del campus.
Questa impresa non solo conferma la validità dei principi della meccanica quantistica, ma apre anche la strada alla creazione di un’Internet Quantistica (Quantum Internet), un sistema di comunicazione ultra-sicuro e velocissimo.
Il teletrasporto quantistico non trasferisce materia, ma lo stato quantistico di una particella, ovvero l’informazione in essa contenuta, tra due punti remoti. Il segreto risiede nell’entanglement quantistico , un legame misterioso che unisce due particelle in modo tale che, misurando lo stato di una, si conosce istantaneamente lo stato dell’altra, indipendentemente dalla distanza.
L’esperimento della Sapienza ha utilizzato dei Quantum Dot, piccoli semiconduttori definiti tra i più efficienti “emettitori di luce quantistica” per la comunicazione.
Il processo si è svolto in uno scenario applicativo e realistico: un fotone, contenente lo stato da teletrasportare, ha viaggiato tramite fibra ottica da un laboratorio, ha interferito con un secondo fotone, emesso da un Quantum Dot diverso. Questa interferenza ha innescato il teletrasporto dello stato del primo fotone su un terzo fotone, precedentemente legato al secondo tramite entanglement.
Il terzo fotone ha poi completato il percorso attraverso un canale in aria, trasferendo l’informazione dal Dipartimento di Fisica (Edificio Marconi) all’Edificio Fermi.
Il risultato, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications, è innovativo non solo per la sua realizzazione in un ambiente ibrido (fibra e aria), ma soprattutto per l’uso di sorgenti di fotoni con caratteristiche inizialmente diverse.
Tradizionalmente, il teletrasporto quantistico richiede sorgenti quasi identiche, estremamente difficili da fabbricare. I ricercatori della Sapienza hanno dimostrato di poter superare questo ostacolo: utilizzando campi magnetici e deformazione meccanica, sono riusciti ad “accordare” attivamente le frequenze dei diversi Quantum Dot, permettendo loro di comunicare con alta efficienza.
“Il valore di accuratezza raggiunto è dell’ 82% , ben al di sopra del limite ottenibile con la comunicazione classica,” ha spiegato Alessandro Laneve, tra gli autori dello studio. “Abbiamo compreso che la diversità delle sorgenti di luce quantistica non è un ostacolo insormontabile, ma una sfida che può essere superata con ingegneria avanzata.”
Questa scoperta rende i Quantum Dot una soluzione molto matura e promettente per costruire i nodi di una vera rete quantistica di domani.


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