(Ti Lancio dalla Svizzera) Ginevra 1 luglio 2026 – Un capitolo straordinario della fisica moderna si è chiuso al CERN di Ginevra. Il Large Hadron Collider (LHC), il più potente acceleratore di particelle del mondo, ha completato i suoi ultimi cicli di collisioni ed è stato ufficialmente spento. Finisce così un’era durata quasi vent’anni e inizia il Long Shutdown 3 (LS3): un periodo di lungo arresto che vedrà il laboratorio impegnato nell’aggiornamento tecnologico più ambizioso della sua storia.
L’obiettivo è monumentale: trasformare l’LHC nel HiLumi LHC (High-Luminosity LHC), una macchina potenziata in grado di spingersi ben oltre i confini dell’attuale fisica delle particelle.
Dall’invio dei primi fasci di protoni nel settembre 2008, l’LHC ha riscritto la nostra comprensione del Cosmo. Attraverso tre intensi periodi operativi (Run 1, 2 e 3), ha accumulato una quantità di dati senza precedenti. Il punto più alto di questa avventura resta il 4 luglio 2012, con lo storico annuncio della scoperta del Bosone di Higgs, la “particella di Dio”. Ma l’eredità dell’LHC conta anche la scoperta di oltre 85 adroni, lo studio dell’asimmetria tra materia e antimateria e importantissime implicazioni per l’astrofisica.
“L’LHC ha superato ogni aspettativa”, ha dichiarato Oliver Brüning, Direttore dei CERN per gli Acceleratori e la Tecnologia. “Oggi salutiamo l’LHC così come lo abbiamo conosciuto, per prepararci ad accogliere il suo successore: l’HiLumi LHC, che estenderà questa avventura scientifica nel futuro”.
Il passaggio all’Alta Luminosità non sarà una semplice revisione. L’LS3 rappresenta l’intervento più massiccio sul complesso dei collider mai eseguito dalla costruzione dell’LHC stesso. I lavori, che si protrarranno fino al 2030, coinvolgeranno migliaia di specialisti, ingegneri e tecnici da tutto il mondo.
I numeri dell’operazione sono impressionanti: saranno smantellati e sostituiti ben 1,2 chilometri di magneti e componenti solo all’interno dell’anello principale. L’intera rete infrastrutturale del CERN verrà rivoluzionata, comprese le linee criogeniche, i sistemi di sicurezza e la rete elettrica.
“L’LS3 è un’impresa logistica e ingegneristica enorme e complessa”, spiega Jean-Philippe Tock, a capo del team di coordinamento. “Oltre all’LHC, sono pianificati decine di progetti che trasformeranno gli iniettori e gli stessi esperimenti nelle loro versioni ad alta intensità”.
L’upgrade trasformerà radicalmente anche i grandi rivelatori, in particolare ATLAS e CMS. Quando l’HiLumi entrerà in funzione, la luminosità del collisore (ovvero il numero di collisioni che avvengono in un dato lasso di tempo) aumenterà di ben dieci volte rispetto al progetto originale.
Se finora gli scienziati dovevano gestire circa 60 collisioni simultanee a ogni incrocio di fasci, in futuro si arriverà a un numero compreso tra 140 e 200 collisioni contemporanee. Tradotto in dati: i rilevatori dovranno essere in grado di isolare gli eventi fisici più interessanti all’interno di un flusso mostruoso di oltre 5 miliardi di interazioni al secondo.
Per vincere la sfida, ATLAS e CMS cambieranno totalmente pelle: i sistemi di tracciamento interni verranno sostituiti con sensori al silicio di ultimissima generazione dotati di miliardi di canali di lettura, verranno installati rivelatori con precisione temporale nell’ordine dei picosecondi e nuovi calorimetri capaci di operare a frequenze di megahertz.
Anche se per i prossimi anni nessun fascio di particelle viaggerà nel sottosuolo tra la Francia e la Svizzera, il lavoro degli scienziati non subirà battute d’arresto. Migliaia di fisici continueranno ad analizzare la gigantesca mole di dati accumulata durante il Run 3, a caccia di anomalie o risposte sui misteri della materia oscura.
La ripartenza graduale dei motori è prevista a partire dal 2028, per poi inaugurare ufficialmente la nuova era della fisica delle alte energie nel 2030. L’HiLumi LHC aprirà una finestra inedita sulla precisione millimetrica del Bosone di Higgs e, chissà, potrebbe svelare fenomeni fisici del tutto sconosciuti, che la fisica teorica odierna non è ancora riuscita a prevedere.


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