(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 19 marzo 2026 – Per la prima volta nella sua storia, il prestigioso A.M. Turing Award — considerato universalmente il Premio Nobel per l’informatica — è stato assegnato a ricerche nel campo della scienza dell’informazione quantistica. L’Association for Computing Machinery (ACM) ha annunciato ieri che il premio da 1 milione di dollari sarà condiviso da Gilles Brassard e Charles Bennett (nella foto).
Questo riconoscimento segna una svolta epocale: l’informatica non è più solo una questione di transistor e bit classici, ma si fonde ufficialmente con le leggi della fisica subatomica.
I due vincitori provengono da mondi diversi ma complementari: Gilles Brassard: informatico presso l’Università di Montréal, Canada. Charles Bennett: fisico presso l’IBM Research di Yorktown Heights, New York.
Insieme, a partire dagli anni ’70, hanno iniziato a esplorare come i fenomeni quantistici potessero superare i limiti delle tecnologie dell’informazione “classiche”. Come dichiarato dallo stesso Bennett, all’epoca l’idea era considerata “folle”: nessuno immaginava che la bizzarria dei quanti potesse avere applicazioni pratiche nel calcolo o nella sicurezza.
Il lavoro di Bennett e Brassard ha gettato le basi per due pilastri della tecnologia moderna.
Nel 1984, i due ricercatori svilupparono il primo concetto di chiave di crittografia quantistica. Utilizzando un flusso di fotoni, dimostrarono che qualsiasi tentativo di intercettazione da parte di un hacker avrebbe inevitabilmente distrutto le informazioni contenute nelle particelle, rivelando immediatamente la presenza di un intruso. È la nascita della sicurezza informatica teoricamente inviolabile.
Nel 1993, guidando un team di esperti, Bennett e Brassard teorizzarono il teletrasporto quantistico. Sfruttando l’entanglement (l’intreccio quantistico tra particelle), dimostrarono che è possibile trasferire informazioni quantistiche da un mittente a un destinatario, anche a grandi distanze, senza che l’informazione viaggi fisicamente nello spazio intermedio.
Il riconoscimento non premia solo lo sviluppo di futuri supercomputer, ma una nuova comprensione dell’universo. Secondo Jonathan Oppenheim, fisico teorico dell’University College London, le teorie di Bennett e Brassard sono diventate strumenti essenziali per studiare i misteri dei buchi neri e la struttura stessa del mondo fisico. “Se avessi potuto scegliere un solo riconoscimento in tutta la mia carriera, sarebbe stato il Premio Turing”, ha dichiarato un entusiasta Brassard commentando l’onorificenza.
Mentre il mondo corre verso la realizzazione di computer quantistici su larga scala e reti internet quantistiche ultra-sicure, il Turing Award a Bennett e Brassard certifica che la Quantum Information Science non è più una curiosità teorica, ma la spina dorsale della prossima rivoluzione tecnologica.


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