Cookie Policy Società. Fine vita. Nino Apreda (Ucid): 'La vita non è di destra né di sinistra. Le istituzioni rispondano al dolore con le cure palliative, non con l'abbandono' - Tilancio

Società. Fine vita. Nino Apreda (Ucid): ‘La vita non è di destra né di sinistra. Le istituzioni rispondano al dolore con le cure palliative, non con l’abbandono’

Società. Fine vita. Nino Apreda (Ucid): ‘La vita non è di destra né di sinistra. Le istituzioni rispondano al dolore con le cure palliative, non con l’abbandono’

Il presidente della sezione UCID Napoli-Pozzuoli-Ischia interviene dopo la norma approvata in Veneto: «Prima della politica viene l’uomo. La vera sfida è far sì che nessuno si senta mai solo, inutilizzabile o un peso per la società.»

Napoli 7 settembre 2026 – Di fronte ai recenti interventi normativi regionali sul tema del fine vita — da ultimo quello approvato in Veneto, che segue le decisioni di Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna — arriva la posizione chiara e netta dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) sezione Napoli, Pozzuoli, Ischia, guidata dal Presidente Nino Apreda.

Un richiamo accorato che supera le contrapposizioni ideologiche per rimettere al centro la persona, la sua dignità inalienabile e la responsabilità etica che spetta sia alle istituzioni sia al mondo dell’impresa e della società civile.

«Come imprenditore, come cristiano e come aderente ai valori dell’UCID, sento il dovere di esprimere una posizione chiara su un tema che interpella profondamente la nostra coscienza e che non può essere ridotto a una contrapposizione partitica», dichiara Nino Apreda. «Prima della politica viene l’uomo; prima delle appartenenze vengono la persona, la sua dignità e il valore indisponibile della vita, che va accolta, custodita e difesa in ogni sua fase, soprattutto quando si è più fragili o sofferenti.»

Nel rispetto delle istituzioni, Apreda esprime il proprio dissenso verso una deriva normativa che rischia di spostare l’asse dal dovere della cura all’accettazione della rinuncia, ponendo una domanda di fondo alla comunità e alla politica:

«Di fronte alla malattia e al dolore, la prima risposta di una società autenticamente umana deve essere la cura. Non possiamo permettere che una persona arrivi a sentirsi sola, abbandonata o, peggio ancora, un peso per i propri cari e per la comunità. Difendere la vita significa garantire cure palliative realmente accessibili, assistenza socio-sanitaria adeguata, supporto psicologico e vicinanza alle famiglie, mettendo chiunque nella condizione di sentirsi accompagnato e dignitoso fino all’ultimo istante.»

Per il presidente dell’UCID Napoli-Pozzuoli-Ischia, le istituzioni si misurano proprio sulla capacità di non lasciare indietro chi è più debole:

«La vera sfida non è stabilire per legge a quali condizioni accedere al fine vita, ma fare tutto ciò che è umanamente possibile, socialmente e sul fronte sanitario affinché nessuno possa considerare la morte come conseguenza dell’abbandono o della solitudine. Anche come imprenditori avvertiamo fortemente questa responsabilità: l’economia non può essere separata dall’etica e il valore di una comunità si misura da come tutela l’uomo, non solo dai risultati economici.»

«La vita non è di destra né di sinistra — conclude Apreda —. La vita appartiene all’uomo ed è un valore fondamentale che, proprio quando si fa più fragile, chiede maggiore presenza, maggiore cura e maggiore solidarietà. È questa la società che abbiamo il dovere di costruire e consegnare alle future generazioni.» Nella foto: Nino Apreda con Fabio Storchi, presidente del Comitato tecnico scientifico di Ucid, anch’egli intervenuto sull’argomento.

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