(Ti Lancio dalla Francia) Parigi Francia 14 novembre 2025 – L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sta vigilando su una fonte di cibo insolita, ma altamente sostenibile ed efficiente, per le missioni di lunga durata: gli insetti. L’obiettivo è quello di risolvere uno dei problemi più complessi dell’esplorazione spaziale: garantire una dieta completa, nutriente e rinnovabile per gli astronauti che viaggeranno oltre l’orbita terrestre bassa, come verso la Luna o, in futuro, Marte.
In un ambiente confinato come una navicella spaziale o una base lunare, lo spazio è la risorsa più preziosa. La coltivazione e l’allevamento tradizionali richiedono quantità significative di acqua, energia e, soprattutto, volume.
Gli insetti, al contrario, offrono un’efficienza nutrizionale eccezionale. Molte specie di insetti sono ricche di proteine, grassi sani, vitamine e minerali essenziali per la salute dell’equipaggio.
Richiedono meno acqua e meno mangime rispetto al bestiame tradizionale.
Possono essere allevati in piccoli bioreattori o moduli verticali, massimizzando la produzione di biomassa in spazi ristretti. Ad esempio, le larve della farina (Tenebrio molitor) sono tra i candidati più prometrienti. L’ESA non prevede di servire gli insetti interi direttamente agli astronauti. La ricerca si concentra sulla trasformazione degli insetti in polveri o paste commestibili, da integrare poi in barrette energetiche, frullati o altri alimenti processati, più accettabili dal punto di vista psicologico per l’equipaggio.
Il processo di allevamento e trasformazione potrebbe avvenire interamente a bordo o su una base spaziale, creando un sistema alimentare chiuso e rigenerativo . I residui organici e gli scarti dell’equipaggio potrebbero essere potenzialmente utilizzati come mangime per gli insetti, chiudendo il ciclo dei nutrienti.
Nonostante i vantaggi, l’ESA deve affrontare due sfide principali: superare la barriera culturale dell’entomofagia (il consumo di insetti) tra gli astronauti di diverse nazionalità.
Garantire che gli insetti allevati in un ambiente spaziale siano sicuri al 100% per il consumo umano e che non presentino rischi di contaminazione microbiologica.
La ricerca dell’ESA, sviluppata in collaborazione con diverse università e centri di ricerca europei, rappresenta un passo fondamentale non solo per l’esplorazione spaziale, ma anche per lo sviluppo di sistemi alimentari più sostenibili sulla Terra.


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