Nuovo fronte nella Guerra Fredda tecnologica: Washington teme che le imponenti strutture di osservazione spaziale previste sulle Ande possano essere utilizzate da Pechino per scopi militari e di intelligence.
(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dal Cile) Washington – Santiago del Cile 12 maggio 2026 – I deserti d’alta quota delle Ande, storicamente paradiso degli astronomi di tutto il mondo, sono diventati l’ultimo terreno di scontro geopolitico tra Stati Uniti e Cina. Secondo un’inchiesta del New York Times, l’amministrazione statunitense ha intensificato le pressioni diplomatiche sui governi di Argentina e Cile, esortandoli a rivedere, e possibilmente sospendere, due importanti progetti di telescopi cinesi. Il nocciolo della questione risiede nella natura duale della tecnologia astronomica. Secondo i funzionari di Washington. I telescopi progettati per osservare galassie lontane possono essere facilmente riconvertiti per tracciare satelliti militari statunitensi o monitorare le comunicazioni orbitali. Esiste il timore che le infrastrutture di supporto e le reti di dati collegate ai siti andini possano servire come base per operazioni di cyber-intelligence nell’emisfero meridionale.
I due siti contestati si trovano in posizioni geografiche uniche al mondo per nitidezza atmosferica. In Argentina: Pechino punta a espandere la propria presenza nella provincia di San Juan, dove opera già una stazione di monitoraggio spaziale (spesso criticata per la gestione opaca da parte dell’esercito cinese). In Cile: Il progetto riguarda un osservatorio di nuova generazione nel deserto di Atacama, un’area dove hanno sede alcuni dei telescopi più avanzati del mondo (molti dei quali a guida USA o europea).
Per Argentina e Cile, la pressione statunitense rappresenta un dilemma diplomatico ed economico. Il Cile, che ospita circa il 70% della capacità astronomica mondiale, ha una lunga tradizione di “cieli aperti”, ma è anche fortemente dipendente dal commercio con la Cina. L’Argentina, alle prese con una complessa situazione economica, vede negli investimenti tecnologici cinesi una risorsa preziosa, ma non può permettersi di deteriorare i rapporti con il principale creditore occidentale e partner di sicurezza.
Gli analisti avvertono che se la cooperazione scientifica dovesse essere frammentata da logiche di sicurezza nazionale, la ricerca astronomica globale potrebbe subire un brusco rallentamento. Tuttavia, per Washington, il rischio di lasciare che la Cina controlli “occhi elettronici” così potenti in una regione strategicamente sensibile è considerato un prezzo troppo alto da pagare. “Non stiamo parlando solo di stelle e pianeti; stiamo parlando della capacità di vedere e colpire in orbita. Nello spazio, la distinzione tra scienza e guerra è diventata sottile come un capello.” — estratto dall’analisi del New York Times.


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