Cookie Policy SPAZIO. USA. IL CONGRESSO USA SPINGE PER ALLUNGARE LA VITA DELLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE - Tilancio

SPAZIO. USA. IL CONGRESSO USA SPINGE PER ALLUNGARE LA VITA DELLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

SPAZIO. USA. IL CONGRESSO USA SPINGE PER ALLUNGARE LA VITA DELLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

Mentre la NASA pianificava il “tuffo” nell’oceano per il 2030, Washington frena: la ISS deve restare operativa per altri due anni. Una mossa strategica per evitare di lasciare il dominio dell’orbita bassa alla Cina

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 11 marzo 2026 – La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) potrebbe non andare in pensione nel 2030 come previsto. Nonostante i segni di usura e i costi di manutenzione crescenti, il Congresso degli Stati Uniti sta spingendo affinché l’avamposto orbitale rimanga attivo almeno fino al 2032. Una decisione che intreccia scienza, economia e, soprattutto, la nuova corsa allo spazio.

La principale preoccupazione dei legislatori americani è il vuoto di potere. Se la ISS venisse dismessa nel 2030, e le stazioni spaziali commerciali private (come quelle progettate da Axiom o Blue Origin) non fossero ancora pronte, gli Stati Uniti perderebbero la loro presenza fissa in orbita bassa (LEO).  In questo scenario, la stazione cinese Tiangong diventerebbe l’unica struttura abitata permanentemente nello spazio, offrendo alla Cina un vantaggio strategico e diplomatico immenso. Molte ricerche farmaceutiche e sui materiali richiedono tempi lunghi e microgravità costante; un’interruzione sarebbe un colpo durissimo per l’industria aerospaziale.

Estendere la vita della ISS fino al 2032 non è un compito semplice. La stazione è un puzzle di moduli, alcuni dei quali sono in orbita dal 1998. Negli ultimi anni, il modulo russo Zvezda ha mostrato piccole ma persistenti perdite d’aria. La gestione della fatica dei materiali e delle radiazioni solari diventa ogni anno più complessa. Mantenere la ISS costa alla NASA circa 3 miliardi di dollari l’anno. Un’estensione di due anni richiederebbe uno stanziamento extra che potrebbe sottrarre risorse ai programmi lunari Artemis.

L’estensione al 2032 dipende inevitabilmente da Roscosmos. La Russia è un partner essenziale per il mantenimento dell’assetto e della propulsione della stazione. Nonostante le tensioni geopolitiche globali, la ISS è rimasta finora un’oasi di cooperazione forzata. Tuttavia, Mosca ha più volte accennato alla volontà di staccarsi dal progetto dopo il 2028 per costruire una propria stazione nazionale (ROSS), rendendo l’obiettivo 2032 una sfida diplomatica senza precedenti.

La NASA non vuole gestire stazioni spaziali per sempre. L’obiettivo è diventare un “cliente” di stazioni gestite da privati. Il Congresso spera che questi due anni extra (2030-2032) offrano alle aziende come SpaceX, Axiom e Sierra Space il tempo necessario per rendere operative le loro piattaforme commerciali, garantendo una transizione fluida e senza “buchi” temporali.

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