(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington-Taipei 14 gennaio 2026 – L’intesa prevede il taglio dei dazi dal 20% al 15%, allineando Taiwan a Giappone e Corea del Sud. In cambio, il colosso TSMC si impegna a raddoppiare la presenza industriale in Arizona con cinque nuovi impianti. L’amministrazione Trump è ai dettagli finali di un accordo commerciale strategico con Taiwan che potrebbe riscrivere gli equilibri tecnologici e geopolitici tra le due sponde del Pacifico. Secondo quanto riportato dal New York Times e confermato da fonti governative a Taipei, l’intesa porterà un taglio significativo dei dazi sulle esportazioni taiwanesi , che scenderanno dall’attuale 20% al 15% .
Il “Payback” tecnologico: il ruolo di TSMC
Il cuore dell’accordo non è solo doganale, ma industriale. Come parte della negoziazione, la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) , leader mondiale nella produzione di chip avanzati, avrebbe accettato di espandere drasticamente i propri investimenti sul suolo americano.
Il colosso dei semiconduttori si sarebbe impegnato a costruire almeno cinque nuovi impianti di produzione (fab) nello stato dell’Arizona, che si andrebbero ad aggiungere ai progetti già avviati. Questo sforzo monumentale potrebbe portare l’investimento complessivo di TSMC negli Stati Uniti verso la cifra record di 465 miliardi di dollari , consolidando la strategia di Trump di riportare la produzione di tecnologie critiche entro i confini nazionali.
Il passaggio al dazio del 15% non è casuale: si tratta dello stesso trattamento preferenziale che l’amministrazione Trump ha già concesso lo scorso anno a Giappone e Corea del Sud , dopo che anche Tokyo e Seoul avevano accettato di convogliare massicci investimenti nell’industria manifatturiera statunitense.
Per Taipei, questo accordo rappresenta una boccata d’ossigeno per l’economia dell’isola (le cui esportazioni sono per oltre un terzo composto da semiconduttori) e un importante riconoscimento politico in un momento di altissima tensione con Pechino.
L’ufficio per i negoziati commerciali di Taiwan ha dichiarato che esiste già un “consenso generale” sui punti chiave e che le parti si incontreranno entro fine mese per la firma conclusiva. Per gli USA: il patto assicura la resilienza della catena di approvvigionamento dei chip per l’intelligenza artificiale e la difesa, riducendo la dipendenza dalle importazioni dirette. Per Taiwan: oltre al vantaggio economico, l’accordo rafforza il legame di sicurezza con Washington, sebbene permanga il timore che lo spostamento di troppa produzione avanzata negli USA possa indebolire lo “scudo di silicio” che protegge l’isola.
L’annuncio ufficiale è atteso entro la fine di gennaio 2026, una mossa che segnerebbe uno dei successi più rilevanti della politica commerciale “America First” nella regione asiatica.


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