(Ti Lancio dalla Puglia) Molfetta (BA) 4 novembre 2024 – Domenico Favuzzi (nella foto), presidente ed amministratore delegato di Exprivia, nota azienda tecnologica con sede principale a Molfetta (Bari), risponde a TiLancio ad alcune domande su intelligenza artificiale, applicazioni, e futuro dell’AI.
AI e regolamentazione, l’Europa sta facendo abbastanza?
‘In Europa manca ancora una piena consapevolezza dell’importanza che il digitale ricopre per la crescita di imprese e società, e questo si riflette nel quadro normativo attuale. È cruciale che le regolamentazioni non diventino barriere all’innovazione, ma piuttosto creino le condizioni per favorire il progresso, sostenendo la crescita delle aziende euroUna strategia efficace per recuperare competitività e produttività a livello globale potrebbe essere quella dell’open innovation, che facilita la collaborazione tra grandi aziende, startup, università e centri di ricerca. Questo approccio, se ben studiato, potrebbe accelerare lo sviluppo tecnologico, promuovendo la condivisione di conoscenze e competenze. In questo modo, l’Europa potrebbe creare un ecosistema innovativo e competitivo, senza soffocare il potenziale delle sue aziende. Un altro aspetto cruciale è quello della formazione digitale. Investire nello sviluppo di competenze digitali a tutti i livelli è fondamentale per garantire che la forza lavoro europea sia pronta ad affrontare le sfide tecnologiche future’.
AI e imprese, perché, secondo lei, c’è ancora così timore verso quella che è una opportunità?
‘Partiamo dal presupposto che il progresso può portare con sé dei timori e allo stesso tempo, però, può creare le condizioni per grandi vantaggi a livello economico, sociale e industriale. Tra i fattori che alimentano il timore c’è sicuramente la paura legata all’impatto sui posti di lavoro, oltre che la percezione di una certa complessità tecnica legata all’Intelligenza Artificiale. Molte aziende, specialmente le piccole e medie imprese, vedono l’AI come una tecnologia difficile da implementare e costosa, nonostante i numerosi strumenti accessibili oggi sul mercato. È essenziale diffondere la consapevolezza che l’AI può essere adottata gradualmente, partendo da soluzioni semplici volte a migliorare operazioni quotidiane, fino ad arrivare a progetti più complessi. La sfida è guardare oltre, smettere di addossare le colpe esclusivamente alla tecnologia e responsabilizzare chi la tecnologia la programma e la usa’.
Cina e Stati Uniti stanno investendo in ricerca su AI moltissimo, l’Europa rischia di rimanere fanalino di coda?
‘Per non rimanere in coda e tornare a posizionarsi come co-attore in questo scenario multipolare ritengo che l’Europa debba vincere una sfida che si gioca su diversi piani: da una parte recuperare la propria autonomia tecnologica e, dall’altra, dotarsi di un quadro normativo e di una politica finanziaria che agevoli la crescita e la competitività’.
Secondo lei è anche attraverso il super calcolo e investimenti in esso che l’Italia può mantenersi fra le prime dieci potenze al mondo?
‘Per colmare il gap nell’innovazione digitale dobbiamo investire in maniera mirata e a lungo termine non solo in tecnologie attuali – come l’AI o i Big Data – ma soprattutto nelle tecnologie emergenti, come il Quantum Computing o il Photonic Computing. In questo modo sia l’Italia che l’Europa potrebbero ritagliarsi nuovamente un posto di rilievo nello scenario mondiale. Per fare ciò possiamo partire dai settori in cui siamo già protagonisti e competitivi come l’automazione, la robotica e la meccanica, oltre che la ricerca di base in ambito fisico, chimico o sanitario. E proprio nell’ambito della ricerca, ad esempio, l’Italia ha un ruolo da protagonista’.
(Dispaccio d Ti Lancio di FS)

![Favuzzi new 2024[34] (1) TECNOLOGIA. PUGLIA. DOMENICO FAVUZZI (EXPRIVIA) A TILANCIO SU AI: ‘SERVE INVESTIRE, COME PAESE E CON L’EUROPA, SU TECNOLOGIE EMERGENTI: PHOTONIC E QUANTUM COMPUTING’](https://tilancio.com/wp-content/uploads/2024/11/Favuzzi-new-202434-1-860x576.jpg)
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