(Ti Lancio dal Veneto e dalla Lombardia) Venezia – Milano 18 maggio 2026 – La mobilità aerea avanzata (AAM) entra ufficialmente e con passo deciso nella strategia industriale e infrastrutturale del Nord Italia. Attraverso la nascita di un solido asse aerospaziale tra Veneto e Lombardia, le due regioni uniscono le forze per posizionare l’Italia ai vertici di un mercato in fortissima espansione: quello della Space Economy, il cui valore globale continua a crescere a ritmi superiori al 10% annuo.
L’accordo strategico è stato formalizzato a Venezia durante la quarta edizione dello Space Meetings 2026, svoltosi nella cornice del Venezia Terminal Passeggeri (Vtp). All’evento, che ha visto la partecipazione di istituzioni, università, startup e grandi player internazionali, è emersa una chiara visione del futuro: i cieli non saranno solo un’estensione dello spazio di trasporto tradizionale, ma una vera e propria infrastruttura intelligente, sostenibile e interconnessa.
La sinergia tra Veneto e Lombardia non si limita a una dichiarazione d’intenti, ma si articola su precisi pilastri operativi che mirano a consolidare l’intera filiera. Strumenti finanziari condivisi e accesso agevolato al credito: fondamentali per sostenere il tessuto di imprese e startup innovative che operano nel settore dell’aerospazio e dei droni. Mappatura della microelettronica: un monitoraggio attento delle eccellenze interne nella produzione di microprocessori, componenti essenziali per l’intelligenza di bordo. Favorire il passaggio di competenze e tecnologie nate per l’esplorazione spaziale verso le industrie manifatturiere tradizionali. Il rafforzamento del legame sinergico tra i centri universitari d’eccellenza del Nord Italia e il sistema produttivo.
Una delle novità più rilevanti del piano strategico riguarda l’introduzione di soluzioni per la logistica energetica sostenibile. In primo piano c’è la sperimentazione dell’idrogeno verde come vettore per l’alimentazione dei droni. I droni a idrogeno garantiscono infatti un’autonomia operativa nettamente superiore alle tradizionali batterie elettriche, garantendo al contempo zero emissioni e un’estrema rapidità di trasporto.
Questo sistema, legato al progetto KEB (Key Energy Builder) e già oggetto di test nell’ambito dell’iniziativa Padova Sandbox, troverà un importante sfogo pratico nei prossimi mesi. Entro ottobre 2026, l’aeroporto di Padova attiverà un’area di test dedicata per validare processi, rotte e flussi logistici dei nuovi velivoli. I test includeranno i primi voli operativi in modalità BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight), ovvero voli in cui il pilota controlla il mezzo a distanza tramite sensori e computer, senza contatto visivo diretto.
L’obiettivo della Regione Veneto, che sta portando avanti il piano insieme a ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e SAVE (società di gestione aeroportuale), è ambizioso. Attraverso lo “Strumento per l’analisi del fabbisogno della Mobilità Aerea Avanzata”, si stanno definendo le esigenze logistiche del territorio, mappando le tratte commerciali attivabili e localizzando le aree più idonee per la costruzione dei primi vertiporti.
Entro i prossimi 18 mesi verrà delineata una roadmap operativa per inserire progressivamente i droni nel sistema di trasporto pubblico regionale, concentrandosi in particolare su tre macro-aree. Logistica sanitaria: trasporto urgente di farmaci, plasma, organi e materiale biologico tra presidi ospedalieri, riducendo drasticamente i tempi di attesa. Monitoraggio delle infrastrutture e dell’ambiente: ispezione di ponti, autostrade e linee elettriche, ma anche sorveglianza contro i reati ambientali e le discariche abusive. Distribuzione urbana e merci: ottimizzazione delle consegne dell’ultimo miglio per alleggerire il traffico stradale.
I benefici della Space Economy e dello sviluppo dei droni non si fermano alla mobilità urbana. Durante lo Space Meetings 2026 si è discusso diffusamente anche delle applicazioni spaziali e dei droni nel settore agricolo.
Le tecnologie di telerilevamento satellitare e i sensori montati a bordo dei droni stanno rivoluzionando l’agricoltura di precisione, consentendo il monitoraggio predittivo dello stato di salute delle colture, l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, la gestione avanzata degli allevamenti e il controllo dei parametri ambientali.
L’asse aerospaziale tra Veneto e Lombardia rappresenta un modello virtuoso di cooperazione regionale in grado di dare una spinta decisiva alla transizione digitale ed ecologica del Paese. Integrando droni a idrogeno, reti satellitari e infrastrutture dedicate come i vertiporti, la Mobilità Aerea Avanzata cessa di essere una promessa futuristica e si trasforma, giorno dopo giorno, in una realtà concreta al servizio di cittadini, imprese e sostenibilità.


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