Il traffico aereo italiano cresce dell’8,6%, surclassando la media europea. Migliorano i ricavi e la solidità finanziaria, trainati dal boom dei voli internazionali e del mercato non regolamentato.
(Ti Lancio da Roma) Roma 12 maggio 2026 – L’Italia si conferma la locomotiva del traffico aereo continentale. ENAV, la società che gestisce il controllo del traffico aereo civile in Italia, ha archiviato il primo trimestre 2026 con volumi di traffico che hanno toccato i massimi storici, registrando performance sensibilmente superiori ai principali competitor europei.
Mentre la media continentale segna un timido +1,6%, lo spazio aereo italiano ha registrato una crescita del traffico di rotta dell’8,6% (in unità di servizio) rispetto allo stesso periodo del 2025. Il distacco con le altre grandi potenze europee è netto: la Gran Bretagna cresce del 3,6%, la Francia del 3,4%, la Spagna del 2,9% e la Germania si ferma all’1,3%.
A trainare questo successo sono due componenti fondamentali: i voli che attraversano l’Italia senza scalo sono balzati del 14,3%, segno della centralità geografica e dell’efficienza delle rotte italiane. I voli commerciali internazionali segnano un robusto +7,4%, mentre il traffico di terminale (decolli e atterraggi) cresce del 2,7%.
I ricavi da attività operativa sono saliti a 224,9 milioni di euro (+6,8%). Un dato particolarmente significativo riguarda il mercato non regolamentato, ovvero i servizi di consulenza e ingegneria venduti a terzi, che ha raggiunto i 10,6 milioni di euro, segnando un’impennata del 48,2 per cento.
I ricavi consolidati totali si attestano a 196 milioni di euro (+8,2%), scontando una componente di balance negativa di 37,1 milioni di euro — il meccanismo regolatorio che prevede il rimborso ai vettori in caso di scostamenti favorevoli rispetto al piano tariffario. Sebbene il primo trimestre si chiuda fisiologicamente in rosso per la stagionalità del settore (dove i ricavi si concentrano nei mesi estivi a fronte di costi lineari), ENAV mostra un netto miglioramento della marginalità. L’ebitda sale a 5,1 milioni di euro, segnando un progresso di 6 milioni rispetto al dato negativo (-0,9 mln) del Q1 2025. Il rosso si riduce a 22,8 milioni di euro, in miglioramento di 6,5 milioni rispetto all’anno precedente.
I costi operativi sono cresciuti del 4,9%, influenzati principalmente dall’aumento del costo del personale (+10,3 milioni) dovuto ai nuovi minimi contrattuali e alla stabilizzazione del premio di risultato.
Sul fronte patrimoniale, il Gruppo conferma una solidità d’acciaio. Il free cash flow è balzato a 41,4 milioni di euro (+13,3 mln rispetto al 2025), mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2026 è sceso a 99,4 milioni di euro, con un miglioramento di ben 38,1 milioni rispetto alla fine del 2025.


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