(Ti Lancio dalla Toscana) Firenze 4 marzo 2026 – Non c’è tregua per il settore metalmeccanico italiano. Mentre le imprese cercavano di consolidare la ripresa nel corso di questo 2026, lo scoppio del conflitto in Iran ha proiettato una nuova ombra scura sulle prospettive industriali del Paese. Simone Bettini, presidente di Federmeccanica, ha commentato con estrema preoccupazione l’attuale scenario geopolitico, definendolo come un “continuo ostacolo in più che si frappone ogni giorno” sulla strada della crescita.
Il mercato dell’energia ha reagito con violenza alle notizie provenienti dal Medio Oriente. Il prezzo del gas (TTF) e l’indice PUN dell’elettricità hanno subito impennate che rischiano di polverizzare i margini di profitto delle aziende meccatroniche, già provate da anni di volatilità.
“Fare impresa in Italia è già strutturalmente complicato,” ha sottolineato Bettini. “Oggi ci troviamo di fronte a rincari che non sono solo numeri su un grafico, ma costi vivi che gravano sulle nostre linee di produzione. Ogni aumento del gas è un freno alla nostra competitività internazionale.”
Secondo il Presidente, il problema non è solo il costo della bolletta, ma l’incertezza sistemica. L’instabilità dell’area iraniana minaccia le rotte commerciali e le catene di approvvigionamento, rendendo la pianificazione industriale quasi impossibile. Il gasolio e l’elettricità segnano rialzi a doppia cifra in pochi giorni. Il rischio sui trasporti marittimi e terrestri aumenta i tempi di consegna. Le aziende italiane, pur eccellendo nella qualità, faticano a competere con mercati che godono di costi energetici più stabili.
Per Bettini, non si tratta di una crisi passeggera, ma dell’ennesima conferma che l’Italia e l’Europa necessitano di una vera autonomia energetica. “Non possiamo restare spettatori passivi di dinamiche geopolitiche che decidono il destino delle nostre fabbriche,” ha ribadito il leader di Federmeccanica.


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