(Ti Lancio dalla Basilicata) Matera 10 luglio 2023 – Una nuova frontiera del turismo è sicuramente quella di elaborare degli itinerari dove è protagonista l’olio di oliva. A Matera si è svolto nell’ultimo fine settimana di giugno un incontro internazionale che ha visto la presenza di numerose città dell’olio provenienti da : Grecia, Spagna, Marocco, Tunisia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Turchia e Portogallo dove si è discusso della possibilità dei potenziare il turismo dell’olio del mediterraneo.
Durante i lavori del ReCoMed (Rete Città dell’olio del Mediterraneo) a Matera si sono poste le basi per il futuro Forum Euromediterraneo del Turismo dell’Olio del 2024 dove si porranno le basi per potenziare un modo di fare turismo che sta muovendo i primi passi e che potrebbe portare grandi opportunità di sviluppo per le comunità dove è sviluppata la cultura/coltura dell’olio con le centinaia di biodiversità che contraddistinguono questo splendido condimento. L’iniziativa, promossa dall’Associazione nazionale Città dell’Olio e fortemente sostenuta dalla Regione Basilicata, ha lo scopo di mettere a confronto le best practice sull’oleoturismo dei paesi ReCOMed in vista di un forum internazionale sul tema che, con la collaborazione dei governi dei vari paesi, s’intende organizzare nell’area euromediterranea nel 2024 e che l’ANCO ha già condiviso col ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Oltre gli interventi del presidente ReCOMed, Georgios Karampatos, e del presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, Michele Sonnessa , è seguita la relazione sull’oleoturismo in Italia della professoressa Roberta Garibaldi, vicepresidente del comitato Turismo in Ocse e massimo esperto del settore a livello italiano.
«Nonostante l’Italia produca olio di qualità da Nord a Sud, con oltre 500 varietà di olive e 4319 frantoi attivi, non ha ancora sviluppato un’offerta oleoturistica adeguata alla domanda – ha affermato nel suo intervento la Garibaldi – basti pensare che il 64% degli italiani è interessato ad itinerari turistici tra uliveti e frantoi ma solo l’8% ha avuto modo di farlo. C’è quindi un 56% di gap che va colmato mettendo a valore esperienze già consolidate – ha concluso – ad esempio tramite club di prodotto basati sulla qualità, per favorire la commercializzazione di quelle emergenti e renderne facile la prenotazione, come ormai accade con gli hotel e i voli aerei».
Per quanto riguarda le relazioni dei paesi della Rete delle città dell’olio del Mediterraneo si è evidenziato come il trend del turismo dell’olio sia in crescita in tutta l’area, e l’incontro di Matera ha ancora più valore in termini di opportunità future, poiché la condivisione di esperienze può essere sicuramente lo strumento vincente per creare un legame indissolubile e duraturo tra olivicoltura e turismo.
(PARU)


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