(Ti Lancio dalla Sardegna) Oristano 22 novembre 2023 – Aumenta la produzione e la superficie coltivata a riso in Sardegna. Dai 250mila quintali e 3500 ettari si è passati in poco più di due anni a 3800 ettari e quest’anno la produzione si è attestata a 280mila quintali. Secondo le stime dell’Ente Nazionale Risi la stagione che si è appena conclusa ha fatto registrare una delle annate migliori per la produzione del riso in Sardegna perché il clima è stato favorevole e ha accompagnato tutto il ciclo produttivo fino alla raccolta.
La Sardegna è al quinto posto nella produzione del riso in Italia. Al primo c’è il Piemonte che da solo produce più del 50% del riso nazionale, al secondo posto la Lombardia poi il Veneto e quarta l’Emilia Romagna. Il riso sardo si distingue per le sue qualità particolari come ad esempio l’Apollo che è naturalmente privo di glutine, ha un chicco allungato e rappresenta una valida alternativa agli esotici risi come il Basmati e il Jasmine. La coltivazione del riso è iniziata in Sardegna poco più di una settantina di anni fa dopo che vennero effettuate una serie di bonifiche nelle zone paludose in provincia di Oristano dove vi è concentrata il 90% della produzione mentre il restante 10% viene prodotto nell’area di San Gavino Monreale.
Attualmente il mercato del riso è fiorente, però vi è un rischio ed è quello dato dall’ipotesi della riduzione dei dazi per le importazioni dal riso dalla Cina e dall’India. Come è noto questi paesi producono grandi quantità di riso utilizzando molte sostanze chimiche e anticrittogamici, senza contare lo sfruttamento del lavoro compreso quello minorile che esiste nelle risaie, ovviamente hanno prezzi più bassi di quelli italiani ed europei e per questo rappresentano un notevole rischio per il mercato se non si apportano degli interventi a tutela dei produttori nazionali.
(PARU)

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