(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Trieste 5 luglio 2024 – Nove casi di aziende italiane che l’hanno resa realtà con evidenti vantaggi competitivi. Sabato 6 luglio, alle ore 10 alla Cciaa di Trieste nel corso della Settimana Sociale dei Cattolici presentazione del libro Ucid–Lumsa «Principi di economia civile: una guida per imprenditori e dirigenti». All’evento interverrà Fabio Storchi, presidente Ucid Reggio Emilia e di Vimi Fasteners.
Dall’economia capitalistica all’economia civile, che mette al centro la persona, il capitale relazionale e crea contesti in cui è bello lavorare e vivere e comunità in cui nessuno è lasciato indietro. È il concetto cardine che caratterizzerà l’appuntamento in programma sabato 6 luglio alle ore 10 presso la sede della Camera di Commercio in piazza della Borsa a Trieste su iniziativa dell’Ucid nell’ambito della Settimana sociale dei cattolici attorno al tema: «Partecipazione e democrazia nell’impresa. Dialogo fra imprenditori, manager e sindacato per una economia civile».
L’Unione cristiana imprenditori e dirigenti arriva all’incontro con lo stile tipico del fare impresa: fatti, insieme a parole. Per mostrare, cioè, che «i principi dell’economia civile, che traggono linfa dalla Dottrina sociale della Chiesa, sono assolutamente applicabili nelle aziende di ogni dimensione e settore e sono fattori di competitività», sottolinea Fabio Storchi, presidente Ucid Reggio Emilia e presidente del Gruppo Vimi Fasteners che sarà tra i protagonisti della tavola rotonda. I fatti sono racchiusi nel volume che l’Ucid nazionale presenterà in quest’occasione, «Principi di economia civile: una guida per imprenditori e dirigenti», messo a punto insieme all’Università Lumsa di Roma. Una parte del volume raccoglie ben 9 casi aziendali in cui l’economia civile è una realtà: da Dallara Automobili a Bombardi Rettifiche da Loccioni a Reynaldi e fino alla piattaforma welfare Welfin. La raccolta di esperienze è preceduta dagli interventi del presidente e della segretaria generale dell’Ucid, rispettivamente Gian Luca Galetti e Stefania Brancaccio, del professor Stefano Zamagni che per primo ha messo a fuoco i principi di un’economia civile riscoprendo Antonio Genovesi e corso universitario sul tema avviato a Napoli a metà Settecento, del presidente Storchi e di Beatrice Cerrino che illustra le parole chiave dell’economia civile. Il libro propone, inoltre, alcune riflessioni in una prospettiva gestionale, per ancorare saldamente alla realtà i principi dell’economia civile.
Un’economia che è a misura d’uomo, che pone al centro la persona e che si fonda su alcuni termini chiave: «Capitale relazionale, sviluppo integrale della persona, generatività delle organizzazioni e del territorio – elenca Storchi -. E ancora: destinazione universale dei beni, responsabilità sociale per lo sviluppo equo e sostenibile». Alla base, valori quali «fiducia, fraternità, gratuità, onestà, reciprocità, sussidiarietà, innovazione, virtù civile e felicità pubblica».
In sostanza, conclude Storchi anticipando alcune riflessioni che svilupperà nel corso del suo intervento, «l’economia capitalistica ha creato diseguaglianze e ingiustizie che hanno generato un incattivimento generale nel mondo. Una situazione che va cambiata con sistemi economici diversi. Non è bello vivere dove c’è odio, violenza e contrapposizione. Il mondo può essere migliore».
Sabato con Storchi interverranno Stefania Brancaccio, Luigi Sbarra, Lorenzo Malagola, Riccardo Di Stefano, Benedetto delle Site. Coordina Francesco Delzio. Conclusioni affidate al ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone.


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