(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Bologna 10 febbraio 2025 – Un sistema integrato pubblico – privato-convenzionato che in Emilia-Romagna ha dimostrato di funzionare in modo efficace, anche nei momenti critici come quelli del Covid e che può ora guardare con fiducia al futuro. Un modello su cui credo l’Italia possa scommettere per garantire pienamente un servizio sanitario universalistico». È la convinzione di Averardo Orta (nella foto), alla guida del Gruppo Orta – da 130 anni attivo in ambito sanitario – e amministratore delegato del Consorzio ospedaliero Colibrì che fornisce servizi a ventiquattro strutture del privato convenzionato. Il Gruppo Orta comprende il presidio ospedaliero accreditato Villa Bellombra, l’ospedale Santa Viola, Villa Ranuzzi, Villa Serena , Casa di cura Ai Colli e Clinicadomicilio. Con un investimento di ventidue milioni di euro si è realizzata, in questi ultimissimi anni, una nuova struttura riabilitativa a Casteldebole, con servizi sanitari e di ospitalità di altissima qualità ed una dotazione tecnologica di ultimissima generazione. Grande importanza per il gruppo riveste anche la continua formazione del personale per l’umanizzazione delle cure. Complessivamente il Gruppo conta 597 posti letto e oltre 600 dipendenti. Il Consorzio ospedaliero Colibrì, con le 24 strutture sanitarie che lo compongono, conta 2635 posti letto, 8.071 dipendenti e un milione centocinquantamila prestazioni eseguite ogni anno. Numeri che lo rendono uno dei più importanti provider della regione, per garantire massima adeguatezza alle necessità della committenza del Sistema Pubblico.
«Il sistema sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna ha storicamente garantito un servizio d’eccellenza, risultato di una politica seria, efficace ed attenta alla salute dei cittadini, capace anche di grandi innovazioni di sistema per interpretare al meglio i nuovi bisogni di cura e assistenza», premette Orta. In questo contesto «il servizio sanitario privato-accreditato ha un ruolo fondamentale nel sistema, nell’erogazione dei servizi richiesti garantendo qualità ed efficienza. Continua l’imprenditore, «la sanità pubblica oggi ha bisogno del privato-accreditato e il privato accreditato non può fare a meno del servizio pubblico perché è parte di esso. È la fattiva collaborazione fra queste due realtà che funziona». Nella visione di Orta, questo rappresenta anche il futuro auspicabile per il contesto italiano, piuttosto che una privatizzazione spinta in stile americano.
Il tema oggi è assai dibattuto tra liste d’attesa, carenza di medici e, soprattutto di personale infermieristico, con tempi d’intervento che si allungano sempre più. Per il fondatore del Consorzio Colibrì, la risposta più corrispondente ai bisogni sta in un’alleanza pubblico-privato, dove sia chiaro il ruolo guida della committenza del pubblico ed in cui gli investimenti privati avvengano dentro una traiettoria condivisa nella programmazione generale del Sistema, in un’ottica di complementarità delle prestazioni erogate.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)


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