Mentre Sam Altman avvia le trattative per concedere a Bruxelles l’accesso al nuovo GPT-5.5-Cyber, cresce la tensione con Anthropic. La Commissione Europea avverte: “Il dialogo con i creatori di Mythos è in una fase critica”.
(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 11 maggio 2026 – La corsa al dominio dei modelli di intelligenza artificiale per la sicurezza informatica sta aprendo un nuovo, complesso fronte diplomatico tra la Silicon Valley e l’Unione Europea. Al centro della disputa ci sono due modelli capaci di ridefinire la difesa (e l’offesa) digitale: GPT-5.5-Cyber di OpenAI e Mythos di Anthropic.
In una mossa che punta a distendere i rapporti con i regolatori dell’AI Act, OpenAI ha confermato di essere in trattative avanzate con la Commissione Europea. L’obiettivo è fornire a Bruxelles l’accesso a GPT-5.5-Cyber, una variante del loro ultimo modello rilasciata in anteprima limitata a team selezionati di esperti.
“Accogliamo con favore la trasparenza di OpenAI e la sua intenzione di concedere alla Commissione l’accesso al nuovo modello”, ha dichiarato Thomas Regnier, portavoce della Commissione Europea. L’accesso permetterebbe all’UE di monitorare l’implementazione del modello e prevenire potenziali abusi prima del rilascio su larga scala.
Se OpenAI sceglie la via della collaborazione, Anthropic sembra aver adottato una postura diametralmente opposta. Il rilascio del loro modello Mythos, avvenuto circa un mese fa, ha scosso l’ambiente della sicurezza informatica per le sue capacità senza precedenti di individuare (e potenzialmente sfruttare) vulnerabilità nei software critici.
Nonostante le pressioni di Bruxelles, Anthropic si rifiuta ancora di concedere un accesso prioritario ai regolatori europei. Regnier ha precisato che le discussioni con la società di San Francisco si trovano in una “fase diversa” e molto meno avanzata: “Non siamo ancora in una fase in cui possiamo speculare su un potenziale accesso o meno”.
La Commissione Europea teme che questi modelli, se non correttamente supervisionati, possano essere utilizzati da attori statali ostili o gruppi criminali per lanciare attacchi informatici massicci. Il punto di attrito è il cosiddetto “rischio sistemico”: senza un’analisi dei “pesi” e delle procedure di sicurezza dei modelli, l’UE non può garantire la conformità all’AI Act. L’abilità di modelli come Mythos di penetrare software critici rappresenta una minaccia diretta alla stabilità delle istituzioni europee. “Questo accesso ci permetterà di seguire da vicino l’implementazione e di affrontare le problematiche di sicurezza prima che diventino ingestibili,” ha aggiunto Regnier, sottolineando l’urgenza di una supervisione pubblica su tecnologie che sono, a tutti gli effetti, armi digitali.
La pressione su Anthropic è destinata ad aumentare. Se OpenAI riuscirà a stabilire un protocollo di cooperazione con la Commissione, diventerà il partner di riferimento per la sicurezza informatica europea, isolando potenzialmente Anthropic e spingendo Bruxelles a utilizzare i poteri sanzionatori previsti dai nuovi regolamenti.


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