(Ti Lancio dalla Puglia) Taranto 27 maggio 2026 – «Taranto non deve più scegliere tra salute, lavoro e bellezza. Ha il diritto e il dovere di averli tutti e tre». Simone Bettini, presidente di Federmeccanica, interviene con una visione di rottura sul dossier più complesso dell’industria italiana: l’ex Ilva.
Per Bettini, il più grande polo siderurgico d’Europa non può essere considerato un “problema da gestire”, ma deve trasformarsi nell’asset che guiderà la transizione ecologica del Paese.
La sfida lanciata da Bettini è ambiziosa: trasformare lo stabilimento di Taranto nella miglior azienda per la produzione di acciaio in Italia, e tra le prime al mondo per sostenibilità.
«L’acciaio è la spina dorsale della nostra manifattura», afferma Bettini. «Ma l’acciaio del futuro deve essere “green”. Taranto può e deve diventare il laboratorio mondiale della siderurgia pulita. Investire in tecnologie di ultima generazione, dall’idrogeno ai forni elettrici, significa non solo salvare migliaia di posti di lavoro, ma rendere l’ex Ilva un modello di efficienza e compatibilità ambientale imbattibile».
Secondo il presidente, puntare sulla qualità estrema del prodotto e sulla decarbonizzazione dei processi è l’unica via per ridare orgoglio a una fabbrica che ha segnato la storia industriale del Paese.

Ma la visione di Bettini non si ferma ai cancelli della fabbrica. La vera rivoluzione sta nel considerare Taranto una città a pienissima valenza turistica, capace di competere con le grandi mete del Mediterraneo.
«È un errore storico aver pensato che la presenza dell’industria dovesse annullare la vocazione turistica della città», prosegue Bettini. «Taranto possiede un patrimonio archeologico, marittimo e culturale immenso. Il Museo MarTA, la Città Vecchia, il Mar Piccolo: sono tesori che devono convivere con un’industria moderna e silenziosa».
L’idea è quella di una “Taranto duale”, a nord, il polo tecnologico dell’acciaio, pulito e digitalizzato. A Sud: una costa e un centro storico rigenerati, pronti ad accogliere flussi turistici internazionali.
Il messaggio di Simone Bettini è un appello alla politica e all’imprenditoria per un “nuovo patto sociale”. La trasformazione dell’ex Ilva nella miglior acciaieria d’Italia è la condizione necessaria perché Taranto possa finalmente fiorire come meta turistica.
«Dobbiamo smettere di parlare di Taranto come di un’area di crisi e iniziare a guardarla come una terra di opportunità», conclude Bettini. «Se riusciamo a produrre il miglior acciaio del mondo rispettando il mare e l’aria di questa terra, avremo vinto la sfida più importante del secolo. Taranto diventerà l’esempio vivente che la grande industria e il grande turismo possono, e devono, camminare insieme».


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