Cookie Policy ATTUALITA'. PUGLIA. L’EX ILVA È UNA PRIORITÀ NAZIONALE: L’85% DEGLI ITALIANI INTERVISTATI IN UNA INDAGINE BOCCIA LA CHIUSURA E CHIEDE IL RILANCIO - Tilancio

ATTUALITA’. PUGLIA. L’EX ILVA È UNA PRIORITÀ NAZIONALE: L’85% DEGLI ITALIANI INTERVISTATI IN UNA INDAGINE BOCCIA LA CHIUSURA E CHIEDE IL RILANCIO

ATTUALITA’. PUGLIA. L’EX ILVA È UNA PRIORITÀ NAZIONALE: L’85% DEGLI ITALIANI INTERVISTATI IN UNA INDAGINE BOCCIA LA CHIUSURA E CHIEDE IL RILANCIO

(Ti Lancio dallaPuglia) Taranto 27 maggio 2026 – L’ex ILVA di Taranto non è una crisi circoscritta o un problema puramente locale, ma un dossier di fondamentale rilevanza strategica per l’intero Paese. A confermarlo in modo inequivocabile sono i dati della ricerca “L’ex Ilva di Taranto e gli orientamenti degli italiani”, realizzata dal professor Daniele Marini (direttore scientifico di Community Research&Analysis) e presentata oggi nel corso di una conferenza stampa congiunta di Federmeccanica e Confindustria Taranto, svoltasi proprio all’interno dello stabilimento siderurgico di “Acciaierie d’Italia in A.S.”.

I numeri emersi dall’indagine parlano chiaro: l’85,7% della popolazione nazionale intervistata (1.200 casi) e l’86,1% dei cittadini pugliesi (sovracampionamento della popolazione residente) si dichiarano contrari all’ipotesi di una chiusura definitiva del sito, invocando invece a gran voce un piano di rilancio produttivo che veda una forte impronta di proprietà italiana.

L’evento, preceduto dalle riunioni del Consiglio di Presidenza e del Consiglio Generale di Federmeccanica – alla presenza dei past president Fabio Storchi, Alberto Dal Poz e Federico Visentin –, ha voluto lanciare un segnale politico e industriale categorico a sostegno della metalmeccanica italiana in un momento estremamente delicato.

Dallo studio emerge come la vicenda sia profondamente radicata nell’opinione pubblica: circa l’80% degli italiani ne è a conoscenza, e il livello di informazione ritenuto “buono” tocca il 41,5% a livello nazionale, impennandosi fino al 70,9% in Puglia. Tuttavia, la ricerca evidenzia un marcato “paradosso informativo” sul fronte ambientale: a fronte di un’altissima attenzione mediatica e sociale verso le tematiche ecologiche, si registra ancora una scarsa consapevolezza tecnica complessiva da parte dei cittadini.

Il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, ha usato parole nette per descrivere l’urgenza della situazione, definendo l’ex ILVA un pilastro insostituibile della sovranità industriale italiana: «I dati confermano che questa non è solo una grande “fabbrica”, ma un fondamento cardine dell’Italia. Difendere questo asset è una questione di tutela delle nostre filiere. Rinunciarvi significherebbe condannare l’Italia a una dipendenza dall’estero e ai costi del CBAM, rischiando di spezzare le catene di fornitura della manifattura italiana. Il tempo dei rinvii è scaduto: serve subito un piano per dare un futuro all’ex Ilva e sfruttare al massimo la capacità produttiva. Questo grido d’allarme arriva ormai dalla popolazione stessa, è in gioco l’interesse generale.»

Sulla stessa linea d’onda il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, che ha espresso l’importanza di aver riunito gli organi di Federmeccanica sul territorio per dare centralità al Sistema Italia all’interno dell’agenda governativa: «Abbiamo bisogno di misure urgenti per garantire la continuità operativa, guardando con attenzione alla cessione degli asset aziendali e alla prossima governance. È fondamentale costruire una vision complessiva a breve termine che investa economia, cultura, ambiente e territorio. La ricerca ci dimostra che è improrogabile garantire sia la permanenza dello stabilimento sul territorio, sia il suo rilancio in chiave ecosostenibile, tracciando una netta linea di demarcazione tra ciò che è stato e ciò che sarà.»

Nelle conclusioni del vertice viene ribadito che la formazione e la ricerca – pilastri rappresentati dall’eccellenza del Centro di Ricerche e Sviluppo di ADI che collabora stabilmente con Università e il Tecnopolo del Mediterraneo – rimarranno i vettori fondamentali per la transizione. I leader industriali concludono infine con un appello alle istituzioni: in questa delicatissima fase di passaggio, una forte presenza dello Stato sarà cruciale per sostenere un percorso complesso ma necessario, da seguire fino in fondo e con spirito propositivo.

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