(Ti Lancio dalla Puglia) Taranto 27 maggio 2026 – C’è un dato che più di altri fotografa la complessa e storica transizione ambientale di Taranto, ribaltando una narrazione spesso legata unicamente all’emergenza smog. Secondo gli ultimi dati diffusi da Legambiente, il capoluogo ionico fa registrare risultati decisamente positivi sul fronte delle polveri sottili (PM10), posizionandosi come una delle realtà più virtuose della regione.
Con una media annua di 20 microgrammi per metro cubo di polveri sottili, Taranto vanta oggi il secondo valore più basso tra tutti i capoluoghi di provincia della Puglia.
Il quadro regionale emerso dal monitoraggio ambientale è confortante: tutte le principali città pugliesi rientrano ampiamente all’interno dei limiti massimi consentiti dalla legge italiana ed europea, fissati a 40 microgrammi per metro cubo.
Taranto non solo rispetta ampiamente questa soglia, ma dimezza letteralmente il tetto massimo legale, staccando nettamente diverse altre realtà provinciali e confermando un trend di progressivo miglioramento della qualità dell’aria cittadina.
Questo primato positivo sul fronte del PM10 rappresenta un tassello fondamentale nel dibattito sul futuro della città. Se da un lato la sensibilità ambientale dei cittadini resta altissima – complice la presenza del polo siderurgico –, dall’altro i dati scientifici validati da Legambiente dimostrano che le politiche di monitoraggio, l’evoluzione tecnologica e i mutamenti industriali stanno dando risultati tangibili.
Naturalmente, come spesso ricordato dalle stesse associazioni ambientaliste, la sfida per il futuro non si ferma al rispetto dei limiti attuali: l’obiettivo a lungo termine sarà quello di allinearsi ai parametri ancora più stringenti suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per oggi, tuttavia, Taranto può rivendicare un traguardo importante: essere sul podio delle città pugliesi dove l’aria è più pulita.


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