Da Crepet e Cardini al focus sulla Dottrina Sociale della Chiesa con la Fondazione Ratzinger e l’Acton Institute: l’impresa incontra il pensiero critico per tracciare il futuro del territorio.
(Ti Lancio dal Veneto) Conegliano (TV) 15 giugno 2026 – Si chiude con un successo straordinario di pubblico e critica l’edizione 2026 del Festival della Cultura Liberata a Conegliano. La manifestazione si consacra come uno dei fulcri più dinamici del dibattito culturale e sociale italiano, grazie a un parterre di primissimo piano che ha visto alternarsi sul palco autorevoli pensatori e intellettuali del calibro di Franco Cardini, Marcello Foa, Moni Ovadia e Paolo Crepet.
Al centro di questa edizione, la capacità di far dialogare la profondità della riflessione umanistica con le sfide concrete del mondo economico e produttivo. Tra gli appuntamenti cardine e più partecipati del Festival, si è distinto il focus intitolato “La Dottrina Sociale della Chiesa come cura”, un momento di altissimo profilo promosso con il sostegno strategico e operativo dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti).
Il convegno ha offerto una panoramica multidisciplinare sulle risposte che il pensiero sociale cristiano può dare alle complessità dell’economia contemporanea. Al tavolo dei relatori si sono confrontati Roberto Regoli (presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI), Benedetto Delle Site (presidente nazionale del movimento Giovani UCID), Gianni Fusco (docente di Dottrina Sociale della Chiesa presso l’Università LUMSA) e Michael Severance (senior fellow dell’Acton Institute).
L’evento ha rappresentato, inoltre, il perfetto palcoscenico per valorizzare il protagonismo e la visione delle nuove generazioni di manager e imprenditori cristiani. Il Gruppo Giovani dell’UCID è stato infatti il motore propulsivo dell’organizzazione, dimostrando come l’impegno associativo possa tradursi in un concreto valore aggiunto per la crescita culturale delle comunità locali.
«Il Festival della Cultura Liberata ha dimostrato ancora una volta come il dialogo sinergico tra cultura, impresa e società civile sia l’unica via per generare valore reale e duraturo per il territorio», ha dichiarato Eleuterio Marinoni, presidente regionale UCID Veneto. «La risposta in prima linea dei nostri giovani imprenditori è il segnale più limpido di una vitalità associativa che guarda al futuro, muovendosi nel solco dei principi di solidarietà e sussidiarietà espressi dalla Dottrina Sociale».
Un plauso particolare per la riuscita della macchina organizzativa è stato espresso dai vertici associativi nei confronti di Alberto Gava, vicepresidente di UCID Treviso, il cui ruolo è stato determinante nel coordinamento logistico, nella gestione delle attività e nel coinvolgimento attivo dei giovani associati, consolidando la presenza e il prestigio di UCID all’interno del cartellone veneto.
Con il bilancio ampiamente positivo di questa edizione, il Festival della Cultura Liberata si conferma un laboratorio di idee e visioni a lungo termine, capace non solo di attrarre eccellenze nazionali, ma di ribadire il ruolo sociale dell’impresa come pilastro fondamentale per lo sviluppo etico e intellettuale del Paese.
L’UCID raccoglie imprenditori, manager e professionisti cattolici impegnati a testimoniare i valori cristiani nel mondo del lavoro e dell’economia. Attraverso lo studio e l’applicazione della Dottrina Sociale della Chiesa, l’associazione promuove una cultura d’impresa centrata sulla dignità della persona, sul bene comune e sulla responsabilità sociale del fare impresa.


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