A TRIESTE, 100 ANNI DI MARGHERITA HACK: INNOVAZIONE E DIVULGAZIONE ALL’INSEGNA DELL’AMATA ASTROFISICA

A TRIESTE, 100 ANNI DI MARGHERITA HACK: INNOVAZIONE E DIVULGAZIONE ALL’INSEGNA DELL’AMATA ASTROFISICA

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Trieste, 13 giugno 2022 – “Non smettere mai di guardare avanti”. In una parola: innovare. E poi spiegare, far capire alla società e all’industria cosa promette la scienza, per il benessere della società tutta. La strepitosa carriera e la carica umana di Margherita Hack si può condensare così, secondo Fabrizio Fiore, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Lo stesso luogo che per decenni fu la “casa” dell’astrofisica più popolare d’Italia, dal 1964 – quando si trasferì da Firenze nel capoluogo giuliano per insegnare all’Università – fino alla fine dei suoi giorni.

Il 12 giugno è stato il centenario della nascita della scienziata e, proprio per questo l’INAF la celebra con diverse iniziative, anche a Firenze, Bologna, Milano. 
Hack100 è organizzata dall’INAF nazionale e dalla sezione di Trieste, in collaborazione con l’Università della città e da Immaginario Scientifico, museo didattico; ha il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste. 

Sono stati due i canali per ricordare la Hack. Dal 6 al 10 giugno si è svolto un convegno scientifico internazionale, per indagare il passato, il presente e il futuro della spettroscopia in astrofisica, campo di studi introdotto proprio dalla Hack che aveva per prima intuito la rilevanza di fare ricerca in astronomia con la fisica. Ha partecipato anche il premio Nobel Diedier Queloz. 

La Specola Margherita Hack a Basovizza sul Carso triestino

A questo appuntamento si sono aggiunti eventi pubblici per illustrare le contaminazioni fra scienza e teatro, danza, musica: tre spettacoli sono andati in scena a Trieste, prodotti da ricercatori dell’Istituto, ed è stato aperto un nuovo percorso di visita divulgativo e immersivo verso la Specola di Basovizza, dedicata a Margherita Hack.

Si esalta il suo ruolo come prima donna a dirigere un osservatorio astronomico, ma la ricordiamo soprattutto per la grande e unica capacità di far comprendere e amare le stelle e il cosmo a tutti, bambini compresi. Per Fabrizio Fiore, infatti, “il dovere di ogni scienziato non è limitato al fare scienza: dobbiamo spiegare cosa facciamo e, nel caso dell’astrofisica, è particolarmente affascinante perché abbiamo un intero universo come laboratorio”. Oggi più che mai: “la strumentazione è sempre più sofisticata e permette un avanzamento del livello della tecnologia; ne beneficiamo dal benessere sociale alle possibilità di lavoro per tante imprese innovative”. 

Un esempio? “Pensate al telescopio che si sta costruendo in Cile, Extremely Large Telescope (ELT): sarà il più grande mai realizzato. Voluto dall’Europa per il consorzio di ricerca ESO (European Southern Observatory), possiede una cupola la cui struttura è realizzata da Cimolai, gruppo industriale con sede a Porcia, in provincia di Pordenone”. 

Raccontare che la scienza non è estranea alla società oggi vuol dire spiegare – per esempio – come ogni tecnologia guarda al futuro ed è guidata dalla sostenibilità.

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