(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Gemona del Friuli (UD) 6 maggio 2026 – Cinquant’anni dopo, il cuore del Friuli torna a battere all’unisono con quello dello Stato. La presenza contemporanea del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Gemona del Friuli, trasforma l’anniversario del sisma in un momento di unità nazionale che travalica i confini regionali.
Non è solo una commemorazione del dolore, ma la celebrazione solenne di quello che tutto il mondo conosce come il “Modello Friuli” : quella capacità straordinaria di un popolo di non arrendersi e di ricostruire, dalle macerie, un futuro di eccellenza.
Il cerimoniale, sobrio e rigoroso come lo spirito di queste terre, ha visto i vertici della Repubblica rendere omaggio alle vittime presso il Duomo di Santa Maria Assunta, simbolo della devastazione del ’76 e, successivamente, della rinascita architettonica e spirituale. “Il Friuli non ha chiesto assistenza, ha chiesto di poter ripartire”, ha sottolineato un passaggio del discorso istituzionale, ricordando come la ricostruzione di Gemona sia avvenuta seguendo il principio, allora rivoluzionario, del “dov’era e com’era” , ma con una visione proiettata alla sicurezza e alla modernità.
La presenza delle due massime cariche dello Stato fianco a fianco assume un significato politico e sociale profondo: Sergio Mattarella ha richiamato il dovere della solidarietà nazionale, indicando il Friuli come esempio di integrità e operosità. Giorgia Meloni ha evidenziato come la tenacia friulana sia parte integrante dell’identità italiana, un modello di “patriottismo del fare” che ancora oggi ispira le politiche di gestione delle emergenze.
L’evento a Gemona non è stato però solo un esercizio di memoria. Si è parlato di futuro, di prevenzione sismica e di come la lezione appresa tra queste montagne sia diventata un patrimonio normativo e tecnico per l’intera nazione.


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