Cookie Policy ATTUALITA'. PERÙ. L’ENIGMA PERÙ: IL RITORNO DEI FUJIMORI E LA SCOMMESSA DEL PUGNO DI FERRO - Tilancio

ATTUALITA’. PERÙ. L’ENIGMA PERÙ: IL RITORNO DEI FUJIMORI E LA SCOMMESSA DEL PUGNO DI FERRO

ATTUALITA’. PERÙ. L’ENIGMA PERÙ: IL RITORNO DEI FUJIMORI E LA SCOMMESSA DEL PUGNO DI FERRO

(Ti Lancio dal Perù) Lima 30 giugno 2026 – Il cognome che ha diviso il Perù per oltre trent’anni è tornato a palazzo presidenziale. Alla fine, dopo tre assalti falliti e una vita passata all’ombra ingombrante del padre dittatore, Keiko Fujimori ha spezzato la sua maledizione politica. Sarà lei la prima inquilina donna di Palazzo del Governo a Lima. Ma la sua non è una vittoria da trionfalismo: è il risultato di un paese spaccato letteralmente in due, un corpo elettorale che ha scelto il suo destino per una manciata di schede.

Appena quarantanovemila voti di scarto separano Fujimori dal rivale di sinistra Roberto Sánchez. Un’inezia matematica che fotografa una nazione polarizzata fino all’estremo, dove il voto non è stato una scelta d’amore, ma un referendum antropologico. Da un lato la paura del socialismo, dall’altro l’incubo del ritorno all’autocrazia. Venerdì arriverà il timbro dell’ufficialità, ma la leader di Forza Popolare ha già blindato il risultato rivendicando l’inizio di una nuova era fatta di “ordine e speranza”.

L’insediamento del 28 luglio si preannuncia come il nuovo palcoscenico della destra latinoamericana, un club che accoglie una leader dal profilo singolare. Formatasi nelle università d’élite americane – tra New York, Boston e la Columbia – Keiko Fujimori ha applicato la disciplina del management aziendale alla politica peruviana. Ha trasformato il suo partito nella forza più monolitica e spietata del Paese, capace di sopravvivere agli scandali giudiziari e di far cadere ben quattro governi nell’ultimo decennio attraverso un ostruzionismo parlamentare feroce.

Oggi, quella stessa macchina politica si trova a dover governare una nazione esausta. Il Perù che Keiko eredita è un malato cronico: anni di anarchia istituzionale hanno polverizzato la fiducia dei cittadini, mentre la criminalità organizzata sta stringendo le città in una morsa violenta. La ricetta promessa dalla neopresidente è un salto all’indietro negli anni Novanta. Ha promesso il pugno duro, evocando la stessa inflessibilità con cui il padre Alberto stroncò il terrorismo maoista di Sendero Luminoso.

Proprio qui risiede il paradosso peruviano. Per metà del Paese, quel modello rappresenta l’unica salvezza contro il caos; per l’altra metà, è lo spettro di un regime che ha già calpestato i diritti umani e indebolito le istituzioni democratiche. Keiko Fujimori ha vinto la sua battaglia personale per la storia, ma la vera sfida inizia ora: dimostrare che si può pacificare un Paese usando le armi della polarizzazione. Una scommessa ad altissimo rischio per la fragile democrazia andina.

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