Cookie Policy ATTUALITA'. SERBIA. TERREMOTO POLITICO: IL PRESIDENTE VUČIĆ CEDE ALLE PROTESTE E ANNUNCIA LE DIMISSIONI - Tilancio

ATTUALITA’. SERBIA. TERREMOTO POLITICO: IL PRESIDENTE VUČIĆ CEDE ALLE PROTESTE E ANNUNCIA LE DIMISSIONI

ATTUALITA’. SERBIA. TERREMOTO POLITICO: IL PRESIDENTE VUČIĆ CEDE ALLE PROTESTE E ANNUNCIA LE DIMISSIONI

Dopo 18 mesi di incessanti manifestazioni di piazza guidate dai movimenti studenteschi, Aleksandar Vučić lascerà l’incarico entro poche settimane. Al via elezioni anticipate, ma gli analisti avvertono: “Non è la fine della sua era”

(Ti Lancio dalla Serbia) Belgrado 29 giugno 2026 – Con una mossa che ha colto di sorpresa gli osservatori internazionali ma che era da tempo auspicata dalle opposizioni, il presidente serbo Aleksandar Vučić ha annunciato ufficialmente che si dimetterà dalla carica entro poche settimane. L’annuncio, arrivato durante una massiccia manifestazione filogovernativa a Belgrado, anticipa di circa un anno la scadenza naturale del suo secondo e ultimo mandato, prevista per la metà del 2027.

La decisione sancisce un punto di svolta drammatico per la Serbia, che da un anno e mezzo è attraversata dalle più grandi proteste di piazza dai tempi del rovesciamento di Slobodan Milošević nel 2000.

Dalla tragedia di Novi Sad alla rivolta studentesca

Il punto di rottura definitivo risale al novembre 2024, quando il crollo improvviso della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad provocò la morte di 16 persone. Quella tragedia ha innescato un’ondata di sdegno nazionale, catalizzata dai movimenti studenteschi e universitari, che hanno accusato il governo di corruzione sistemica, clientelismo e totale negligenza nella gestione degli appalti pubblici.

Le occupazioni degli atenei si sono progressivamente trasformate in una campagna nazionale permanente, capace di portare in piazza fino a 180.000 persone contemporaneamente per chiedere elezioni anticipate e lo smantellamento del sistema di potere legato al Partito Progressista Serbo (SNS), al governo da 14 anni.

“Sarò presidente solo per un altro paio di settimane, poi mi dimetterò,” ha dichiarato Vučić davanti alla folla dei suoi sostenitori. “Nulla dura per sempre e, grazie a Dio, è così.”

Nonostante l’annuncio delle dimissioni e il fatto che la Costituzione serba gli vieti espressamente un terzo mandato presidenziale, la mossa di Vučić è tutt’altro che una ritirata definitiva dalla scena politica.

In Serbia la carica di presidente  ha un valore ampiamente cerimoniale, sebbene Vučić l’abbia svuotata esercitando un controllo totale sulle dinamiche di governo. Gli analisti politici concordano sul fatto che le dimissioni anticipate siano in realtà una mossa tattica per anticipare i tempi e riorganizzarsi:

 Ritorno alla guida del governo: Dimettendosi, Vučić aprirà la strada a elezioni presidenziali e parlamentari anticipate. Lo scenario più probabile vede l’ex capo di Stato candidarsi come Primo Ministro (ruolo che ha già ricoperto dal 2014 al 2017), spostando il baricentro del potere reale nuovamente verso la presidenza del Consiglio.

 La lista “Serbia Unita”: durate  lo stesso discorso, Vučić ha proposto di unificare la coalizione governativa sotto il nome di “Serbia Unita” per capitalizzare il consenso residuo e blindare il Parlamento prima che i movimenti studenteschi riescano a strutturarsi in una coalizione elettorale definitiva.

Scetticismo tra le opposizioni.

La reazione dei movimenti di protesta non si è fatta attendere. Già il giorno successivo all’annuncio, migliaia di manifestanti sono scesi nuovamente in piazza nella città di Kraljevo, dimostrando profondo scetticismo.

I leader della protesta, tra cui spicca il movimento studentesco Rete del Cambiamento, accusano il presidente di voler “giocare con le tre carte” istituzionali per piazzare un alleato fedele alla presidenza della Repubblica e mantenere intatti i fili del potere. La battaglia per il futuro democratico della Serbia e per il suo posizionamento geopolitico – in bilico tra l’integrazione nell’Unione Europea e i tradizionali legami con Russia e Cina – è appena cominciata.

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