Il ministro della Difesa svedese Pål Jonson rompe gli indugi durante il vertice ministeriale di Helsingborg: “Nessun attore esterno può avere il diritto di veto sull’allargamento. L’ingresso di Kiev rafforzerà la sicurezza dell’Europa”.
(Ti Lancio dalla Svezia) Stoccolma 26 maggio 2026 – Il cammino dell’Ucraina verso l’integrazione nelle strutture occidentali riceve una spinta decisiva dal Nord Europa. La Svezia, da poco entrata a pieno titolo nella NATO abbandonando la sua storica neutralità, ha formalizzato il proprio fermo sostegno politico e strategico all’ingresso di Kiev sia nell’Unione Europea sia nell’Alleanza Atlantica.
Le parole del Ministro della Difesa svedese, Pål Jonson, rilasciate a POLITICO a margine dell’importante riunione dei Ministri degli Esteri della NATO tenutasi a Helsingborg, non lasciano spazio a interpretazioni: “Tutti i paesi europei devono avere il diritto di aderire alla NATO se soddisfano i requisiti necessari. Nessun attore esterno deve avere il diritto di veto su questo. Questa è la nostra posizione ferma”.
La presa di posizione della Svezia è particolarmente significativa. Dopo aver vissuto in prima persona un lungo e tortuoso processo di adesione alla NATO – rallentato per mesi dai veti incrociati di Turchia e Ungheria prima della definitiva fumata bianca – Stoccolma conosce bene il peso diplomatico delle barriere d’ingresso.
Oggi, forte del suo nuovo status di alleato, il governo svedese ha deciso di spendere il proprio capitale politico per accelerare il percorso di Kiev. Secondo Jonson, l’inclusione dell’Ucraina nell’architettura di sicurezza occidentale non è un atto di mera solidarietà, ma una necessità strategica: un’Ucraina saldamente ancorata alla NATO e all’UE rappresenta l’unico vero argine contro le ambizioni imperialistiche della Russia nel lungo termine.
Le dichiarazioni svedesi si inseriscono in un momento di forte fermento all’interno dell’Alleanza. Sotto la guida del Segretario Generale Mark Rutte, la NATO sta cercando di riorganizzare il sostegno a Kiev per renderlo strutturale e “a prova di futuro”, specie di fronte alle incognite legate alla politica estera di Washington.
Proprio a Helsingborg, Rutte ha lodato paesi come la Svezia che “stanno spingendo oltre il proprio peso” nel sostegno militare ed economico all’Ucraina, lamentando al contempo che non tutti gli alleati stanno facendo abbastanza. Il Segretario Generale sta spingendo per una proposta ambiziosa: impegnare i membri a devolvere lo 0,25% del proprio PIL esclusivamente agli aiuti militari per Kiev, un’iniziativa fortemente caldeggiata dal blocco nordico e baltico, ma che incontra ancora resistenze in alcune capitali dell’Europa continentale.
Per la Svezia, il percorso dell’Ucraina deve essere parallelo, ‘Integrazione nell’Unione Europea: un processo che Stoccolma considera irreversibile per garantire la ricostruzione economica, lo Stato di diritto e la stabilità democratica di Kiev. L’adesione alla NATO: l’unica vera “garanzia assicurativa” (per usare i termini con cui la Svezia stessa ha definito il suo ingresso) in grado di prevenire futuri conflitti una volta cessate le ostilità attuali.
La linea svedese smonta inoltre la retorica russa della “zona di influenza”: riaffermando il principio delle porte aperte, Stoccolma ribadisce che il destino dell’Ucraina deve essere deciso solo dal popolo ucraino e dai membri dell’Alleanza, senza che Mosca possa avanzare pretese o zone cuscinetto.
Se da un lato il sostegno svedese e dei paesi dell’Est Europa è totale, il cammino dell’Ucraina resta in salita. Molti alleati preferiscono concentrarsi sulle forniture militari immediate e sulla produzione congiunta di armamenti – priorità assoluta anche in vista del prossimo summit NATO di Ankara – piuttosto che accelerare i tempi di un’adesione formale mentre il conflitto è ancora in corso.
Tuttavia, l’asse politico si sta spostando. Con la Svezia che si unisce stabilmente al coro dei sostenitori più intransigenti di Kiev, l’Occidente lancia un messaggio chiaro al Cremlino: il futuro dell’Ucraina è già stato tracciato, ed è a trazione europea e atlantica.


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