(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dal Regno Unito) New York – Londra 25 giugno 2026 – L’intelligenza artificiale ha un costo ambientale enorme e insostenibile, che non può più rimanere nascosto. Con un discorso dai toni durissimi, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato un appello globale alle grandi aziende tecnologiche (Big Tech), chiedendo loro di fare immediata chiarezza sull’impatto ecologico dei loro modelli di AI.
Guterres ha esortato i colossi del settore a rendere pubblici tutti i dati relativi all’inquinamento da carbonio che producono, insieme ai quantitativi massicci di acqua e suolo utilizzati per costruire e alimentare i data center.
Mentre il mondo celebra le capacità rivoluzionarie dell’AI generativa, l’ONU accende i riflettori sulle sue infrastrutture fisiche. Dietro ogni risposta di un chatbot o elaborazione di immagini si nascondono infatti migliaia di server che lavorano senza sosta all’interno di mega data center.
Questo ecosistema invisibile sta generando una pressione senza precedenti sulle risorse del pianeta: inquinamento da carbonio. Il consumo elettrico dei data center dedicati all’AI sta crescendo a ritmi esponenziali, minando gli sforzi globali per la riduzione delle emissioni di CO2. Consumo idrico: i server generano temperature altissime e necessitano di milioni di litri di acqua dolce ogni giorno per i sistemi di raffreddamento, spesso a scapito delle comunità locali e in aree già colpite da siccità. Sfruttamento del suolo: la costruzione di queste enormi “fabbriche di dati” richiede ettari di terreno, impattando sulla biodiversità e sul territorio.
Nel suo intervento, Guterres ha sottolineato come la tecnologia non possa correre a discapito della sopravvivenza del pianeta. Il capo delle Nazioni Unite ha denunciato la mancanza di trasparenza da parte dei leader dell’AI, i quali spesso si trincerano dietro il segreto commerciale o metriche parziali. “L’innovazione non può procedere al buio. Le aziende che guidano la rivoluzione dell’intelligenza artificiale devono assumersi la responsabilità del proprio impatto ambientale. Abbiamo il diritto di sapere quanta energia, quanta acqua e quanto suolo vengono sacrificati in nome del progresso tecnologico.”
La richiesta di Guterres punta a spingere i governi e gli organismi internazionali a definire standard di misurazione unificati e vincolanti. L’obiettivo dell’ONU è evitare il fenomeno del greenwashing tecnologico, costringendo le Big Tech a presentare bilanci di sostenibilità certificati, trasparenti e accessibili al pubblico.
Con questo annuncio, le Nazioni Unite tracciano una linea di demarcazione netta per il futuro della tecnologia: lo sviluppo dell’intelligenza artificiale dovrà essere rigorosamente vincolato agli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima. Il messaggio della comunità internazionale è chiaro: non esiste vera intelligenza in una tecnologia che distrugge il pianeta che la ospita.


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