Cookie Policy CINA-USA. ONOFRIO (EUROLLS-CINA): 'CINA NON CRESCE QUANTO DOVREBBE. NOSTRI RAPPORTI COMMERCIALI VERSO ALTRE AREE ASIATICHE'. RAILZ: 'STRATEGIE A LUNGO TERMINE NON CAMBIANO, SOLO PIU' FLESSIBILI SUL BREVE PERIODO' - Tilancio

CINA-USA. ONOFRIO (EUROLLS-CINA): ‘CINA NON CRESCE QUANTO DOVREBBE. NOSTRI RAPPORTI COMMERCIALI VERSO ALTRE AREE ASIATICHE’. RAILZ: ‘STRATEGIE A LUNGO TERMINE NON CAMBIANO, SOLO PIU’ FLESSIBILI SUL BREVE PERIODO’

CINA-USA. ONOFRIO (EUROLLS-CINA): ‘CINA NON CRESCE QUANTO DOVREBBE. NOSTRI RAPPORTI COMMERCIALI VERSO ALTRE AREE ASIATICHE’. RAILZ: ‘STRATEGIE A LUNGO TERMINE NON CAMBIANO, SOLO PIU’ FLESSIBILI SUL BREVE PERIODO’

(Ti Lancio dalla Cina e dagli Stati Uniti) Shanghai – New Jersey 17 luglio 2024 – Due dei general manager di Eurolls nel mondo, la multinazionale friulana della metalmeccanica, sottolineano quanto sta accadendo nei due continenti sul fronte economico finanziario e politico. Tracciano così un quadro della situazione internazionale.

Sono Francesco Onofrio, da Shanghai, in Cina e Steven Nichols, direttore generale di Eurolls dal New jersey, Stati Uniti.

Ieri, è uscito il dato sul tracollo del Pil in Cina. Il Paese sta andando incontro a difficoltà.  ‘C’è titubanza. Il Paese asiatico sta vivendo una crisi e lo dimostrano i dati macroeconomici reali, rispetto alle aspettative: crescita rallentata, il Pil che nel secondo trimestre è aumentato solo dello 0,7%, mentre i mercati speravano in almeno un 1,1%. Rallentano anche la produzione industriale, a giugno 5,3%, e gli investimenti delle imprese, che sono cresciute del 3,9% , mentre a maggio avevano segnato un +4%. Io credo – prosegue Onofrio – che il governo cinese stia indirizzando gli sforzi verso il resto del mondo in quanto l’Occidente e l’area ad influenza USA (quindi incluse Corea del Sud e Giappone) non siano Paesi affidabili, quindi troppo rischiosi. Qualunque accordo potrebbe essere stracciato dall’oggi al domani. Quindi ci troviamo in periodo di transizione. A questo vanno aggiunti i problemi ‘geopolitici’. Per quanto non siano ancora state emesse sanzioni, c’è comunque pressione in buona parte del mondo per isolare la Cina. Sicuramente la crisi dell’edilizia ha contribuito a rallentare l’economia. Anche se, la crescita del comparto tecnologico è impressionante. La Cina è oggi il Paese che presenta di gran lunga più brevetti registrati in materia e il comparto tecnologico è in netta crescita. Quindi, mentre le cose vanno meno bene, si stanno preparando al futuro. Sono usciti i dati della dogana cinese su import-export di giugno 2024 comparati all’anno precedente. L’export in Unione Europea ha segnato un +0,5%, l’import -2.9%; in Russia, rispettivamente, +1,8 export +6,9, negli Stati Uniti +4,7 e -2%. Ma guardiano l’Asia: in Vietnam +26.5 le esportazioni e +21% le importazioni e, in totale, il Sud-Est asiatico segna +14.2 e +5.2%. Ad eccezione del Giappone, i cui numeri si allineano all’Occidente, quel continente ha performance ben diverse. L’area di libero scambio del Sud-Est asiatico, che comprende anche Australia, Nuova Zelanda, Repubblica Popolare Cinese, Corea del Sud e Giappone, è il primo partner commerciale di Eurolls: nell’ultimo anno verso ‘belt and road’, l’export è al +8.4 e l’import +5.8%. E’ qui che si sposta il nostro commercio, come anche verso i paesi del Brics, dell’Africa e del Sudamerica’.

Non ultima, in Cina c’è la questione sanitaria a rallentare la crescita. Per il manager di Eurolls è ‘il problema dei problemi: non sono ancora riusciti a varare una riforma sanitaria che già è tracciata sulle orme di quella italiana, in capo a Tina Anselmi. Sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2021-2022 ma il Covid ha fermato tutto. Questo significa che la sanità non è ancora al 100% gratuita, per cui non cresce la domanda, a fronte di una maggiore sicurezza in caso di gravi problemi di salute. Questo non ha lanciato i consumi interni come sperava il governo’. 

Steven Nichols, direttore generale di Eurolls negli Stati Uniti, americano di origine, commenta invece quanto avvenuto a Donald Trump, durante il comizio in Pennsylvania e le forti tensioni che imperavano oggi negli Stati Uniti, e che rimaranno almeno fino alle prossime elezioni. 

‘L’espressione di violenza a cui abbiamo assistito non fa altro che sottolineare le profonde inquietudini che sta vivendo il popolo americano, compreso, il netto divario di pensiero nella popolazione, che vive un momento di forte spaesamento. Non c’è una laedarship che convince, e di fronte alla fragilità di un Paese, gli animi più inquieti e folli, possono esplodere. E’ un momento difficile quello che stiamo vivendo’ ha affermato il manager statunitense. 

‘L’attentato a Donald Trump impone a tutti noi un passo indietro’. Lo ha detto Joe Biden in un discorso alla nazione dopo l’attacco all’ex presidente in Pennsylvania.

‘Non siamo nemici, siamo tutti americani’, ha aggiunto.

‘La violenza politica non può essere normalizzata. Ribadisco – ha proseguito il presidente americano – che la posta in queste elezioni non è mai stata così alta, ci credo con tutto il mio cuore, ma dobbiamo abbassare i toni. La politica non può essere un campo di battaglia. Le decisioni si prendono nelle urne, con il voto, e non con le pallottole’.

Renato Railz, presidente del Gruppo, conferma ‘Vogliamo crescere in ogni continente. Normale è che le cose non siano sempre fluide. Le situazioni geopolitiche dei vari Paesi, incidono su decisioni e scelte, solo rispetto alla tempistica. Andiamo avanti, con flessibilità rispetto alla tattica a breve, ma per ciò che riguarda la strategia a lungo termine tutto rimane confermato’.

Nella foto di copertina, da sin: Francesco Onofrio e Steven Nichols

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