Ti Lancio dal Nepal 2 settembre 2026 – Un devastante collasso glaciale e le conseguenti inondazioni lampo del fiume Bhotekoshi (al confine tra Nepal e Tibet) hanno causato una tragedia senza precedenti nell’area settentrionale del Paese (soprattutto nei distretti di Rasuwa e Nuwakot):
Bilancio in drammatico aumento. Le vittime confermate hanno superato quota 1.200, mentre risultano ancora disperse oltre 4.000 persone. A Kathmandu sono iniziate sepolture di massa e le autorità hanno avviato la raccolta di campioni DNA dai familiari per l’identificazione delle salme.
Impianti idroelettrici colpiti: tra i dispersi ci sono centinaia di operai rimasti bloccati nei tunnel delle centrali idroelettriche (come quelle di Trishuli 3A e 3B), ricoperte dal fango.
Aiuti internazionali e logistica: squadre di soccorso specializzate da India e Cina sono giunte sul posto con elicotteri, droni, farmaci ed equipaggiamenti di ricerca. La Cina ha riaperto l’autostrada strategica G216 verso il confine con il Nepal per consentire il passaggio dei mezzi pesanti.
Impatti su ambiente e turismo: importanti arterie stradali e ponti sono stati distrutti, isolando la valle di Langtang e interrompendo le rotte di trekking. Le autorità stimano danni iniziali per oltre 50 miliardi di rupie al settore turistico.
Politica interna e polemiche sui sistemi d’allarme.
Pressione sul governo: il primo ministro Balendra Shah (“Balen”) ha affrontato un duro dibattito al parlamento, promettendo massima fermezza per la ricostruzione.
Sono scoppiate forti proteste dopo la rivelazione che l’allarme per l’esondazione è stato diramato dalle autorità con ben 38 minuti di ritardo rispetto al crollo del ghiacciaio, sollevando interrogativi sull’efficacia dei sistemi di monitoraggio in caso di eventi estremi da cambiamento climatico. A causa del danneggiamento di diversi impianti idroelettrici lungo la risalita del Bhotekoshi, il Nepal ha dovuto ridurre da circa 1.000 MW a circa 650 MW le sue esportazioni di energia elettrica verso il Bangladesh. Le autorità cinesi hanno sospeso temporaneamente le attività al porto commerciale di Zhangmu/Tatopani per motivi di sicurezza idrogeologica, bloccando parte del traffico merci bilaterale.


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