Ti Lancio dal Venezuela CARACAS / ROMA 2 settembre 2026 – Il settore energetico globale volta pagina e guarda al Venezuela. Con una serie di importanti intese operative siglate a Caracas, le principali multinazionali petrolifere – tra cui la statunitense Chevron e l’italiana Eni – hanno definito nuovi accordi con il governo venezuelano per incrementare in modo significativo la produzione e rilanciare i giacimenti del Paese.
Per Eni, la riapertura del canale venezuelano rappresenta un passaggio strategico cruciale. L’intesa mira sia al potenziamento dei progetti esistenti sia al recupero graduale dei crediti accumulati negli anni passati attraverso meccanismi di negoziazione e fornitura petrolifera (swap). Particolare rilievo assume la gestione del gas naturale nel campo offshore Perla (progetto Cardón IV), una delle riserve più rilevanti dell’America Latina, fondamentale per soddisfare la domanda interna del Paese e aprire in futuro nuove rotte di esportazione.
Dal canto suo, Chevron ha pianificato un importante programma di investimenti pluri-annuale stimato in oltre 7 miliardi di dollari attraverso le sue joint venture locali, con l’obiettivo di raddoppiare l’estrazione fino a circa 600.000 barili al giorno nei prossimi cinque anni.
L’operazione – che vede coinvolti anche altri attori internazionali del settore come la compagnia indiana ONGC e la colombiana GeoPark – si inserisce in un quadro di profonda riorganizzazione delle forniture globali di greggio.
L’obiettivo complessivo è quello di riorganizzare e riportare progressivamente l’output del Venezuela verso la soglia di 1,5 milioni di barili al giorno. In un contesto di forti incertezze geopolitiche nelle aree tradizionali di produzione, l’immissione di nuovo greggio da Caracas punta a dare ossigeno ai mercati internazionali e ad alleggerire le tensioni sui prezzi dei carburanti.


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