COOP UNIVERSIIS: “LA CRISI PICCHIA FORTE, MA I CONTI TORNANO”

COOP UNIVERSIIS: “LA CRISI PICCHIA FORTE, MA I CONTI TORNANO”

(TILANCIO) UDINE, 8 MAR 2022 – Andrea Della Rovere, 53 anni a maggio, è presidente di Universiis, cooperativa sociale a mutualità prevalente fondata a Udine nel 1993, trasformatasi nel tempo in un gruppo che fattura 95 milioni di euro l’anno con 3.400 addetti in 10 regioni italiane. 

   Considerato il valore sociale che la società esprime attraverso i tre settori nei quali articola la propria attività – anziani, minori, disabili – si può definire Universiis come un insostituibile presidio di welfare nelle aree in cui opera (più di un migliaio gli addetti in Lombardia, un migliaio in Friuli e centinaia in Veneto). Ma dalle parole con cui il presidente risponde alle nostre domande emerge un quadro a luci e ombre che nell’ultimo biennio – dalla pandemia alla crisi energetica, oltre alla recentissima guerra in Ucraina – ha messo a dura prova la tenuta dei conti di Universiis. E altrettanto difficile è stato (ed è) affrontare una diffusissima sofferenza psicologica.

   “Per formazione vedo sempre la luce in fondo al tunnel – dice Della Rovere – eppure in qualche momento prevale la stanchezza. Nei settori nei quali operiamo non si possono alleggerire le prestazioni. Potete immaginare come sia difficile gestire una casa di riposo, che ha standard di accoglienza e ospitalità altissimi, con la moltiplicazione del costo dell’energia degli ultimi mesi”.

   Il costo complessivo delle utenze, tra fine 2021 e l’anno in corso, è raddoppiato. Universiis vive grazie ad affidamenti e contributi pubblici e alle moltissime convenzioni con gli enti locali, ma gestisce anche prestazioni a privati. Si consideri che il prezzo della gestione dei trasporti ondeggia a seconda dei saliscendi di benzina, gasolio e metano. 

   Un altro segmento che presenta difficoltà per una società ad altissima intensità di utilizzo di personale qualificato riguarda la forza lavoro, che è sempre più difficile reperire. “Prevale spesso, anche tra i giovani, un senso di distanza dal lavoro che offriamo”, dice ancora Della Rovere: “L’assistenza e la cura sono attività che necessitano di una profonda passione e di un senso empatico fuori della norma”. Il Covid ha aggravato la situazione: “Ci siamo trovati in carenza drammatica di infermieri ed educatori”. (TILANCIO)

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