INVENTANO COIBENTAZIONE EDILE RIVESTITA DI PIASTRELLE – LA PFM BREVETTA ISOCLIP, PRODOTTO NELLE TERRE ALTE DELLA PIASTRELLA VALLEY

E’ una invenzione tutta della piastrella valley: il rivestimento in materiale isolante, a cui inserivi sopra una piastrella. Si tratta di Isoclip, ovvero il rivestimento della facciata di casa che garantisce, insieme all’isolamento termoacustico, la bellezza delle pareti esterne grazie alla posa delle lastre in gres porcellanato con il look desiderato dal committente.

È la soluzione brevettata cui è arrivata PFM, l’azienda di Palagano in provincia di Modena che da 25 anni opera al servizio delle aziende che producono materiale ceramici, affrontando una doppia scommessa: fare gli imprenditori in montagna, innovando.

«I numeri aziendali e le nuove soluzioni che sono maturate dalla nostra esperienza dicono che lavorare in maniera efficace  nelle terre alte è possibile», afferma Fabrizio Morini (nella foto, con alle spalle il prodotto applicato alla facciata della loro sede a Palagano), che insieme ai soci Filippo Perini ed Ermanno Facchini ha dato vita all’impresa. PFM oggi conta 50 addetti e 5 milioni di fatturato, ha una filiale a Sassuolo (Mo), la capitale italiana della ceramica, e ha brevettato questo prodotto interamente pensato, sviluppato e prodotto in azienda. 

In anni in cui l’attenzione all’isolamento termico – il “cappotto” per le case – è cresciuta costantemente e le soluzioni per realizzarlo oggi sono sostenute anche attraverso il Superbonus 110% e Bonus facciate, Isoclip di PFM è la risposta all’avanguardia per garantire isolamento termico e acustico, senza rinunciare alla bellezza e al comfort. 

«Al pari di una facciata ventilata – spiega ancora Morini -, il nostro prodotto permette di posare le lastre in gres porcellanato personalizzabili con tempi di realizzazione inferiori rispetto a un normale sistema a cappotto. Garantisce la coibentazione e dura nel tempo, senza bisogno di alcuna manutenzione». Nel concreto, insieme al collante, quattro ancoranti meccanici sagomati fissano la lastra in gres porcellanato al panello isolante in Eps e contemporaneamente all’edificio, così da supportare nel tempo tutte le sollecitazioni cui è sottoposto il rivestimento. 

Il sistema Isoclip è pronto all’uso. PFM consegna direttamente le lastre con le piastrelle scelte assemblate al  pannello isolante Eps, per un rapido montaggio – in 24/36 ore -, anche sulle facciate degli edifici più imponenti, spesso senza ricorrere a ponteggi e o impalcature.  con questa nuova soluzione si rivolge ad un pubblico molto ampio, perché dialoga con i progettisti, i rivenditori, gli amministratori di condominio, le imprese e i general contractor e, naturalmente, anche con i privati. 

Lappatura, satinatura, rettifica e ricavo di sottoformati dei materiali ceramici sono le lavorazioni storiche dell’azienda, che raggiunge una produttività di 8mila mq giornalieri nei suoi stabilimenti, altamente automatizzati, con quattro linee di produzione, anche con taglio a idrogetto. Targate PFM, inoltre, le produzioni di pavimentazioni autoposanti e sopraelevate, di pezzi speciali e di incisioni tecniche, oltre all’applicazione di stuoie e reti di rinforzo.

SIAGRI: ‘AUTO A GUIDA AUTONOMA UNA REALTA’ ENTRO IL 2025′. PUNTO DI SVOLTA VERSO SERVITIZZAZIONE

Entro il 2025, ma molto probabilmente anche prima, «l’auto a guida autonoma sarà una realtà» e non è una previsione di qualche ottimista, il traguardo «è ormai certo». E segnerà un punto di svolta nella maturazione della servitizzazione dell’economia, indispensabile per continuare uno sviluppo sostenibile.

Nei giorni in cui in un appuntamento fieristico a Los Angeles il brand mondiale Jhon Deere ha presentato il suo trattore a completa guida autonoma, Roberto Siagri, già fondatore di Eurotech, autore del libro «La servitizzazione. Dal prodotto al servizio», e ora impegnato nello studio dei nuovi modelli di business che rendono possibili un uso evoluto della tecnologia e del digitale, evidenzia il ruolo di apripista che proprio il comparto dell’automotive svolgerà nel percorso di servitizzazione dell’economia. Ovvero un’economia destinata a trarre valore da servizi piuttosto che dai beni da possedere.

Proprio la completa automazione della guida dell’auto renderà evidente la non necessità del possesso del bene, a fronte di un servizio che si può acquistare con maggiori vantaggi. «Perché dovrei possedere un’auto – esemplifica infatti Siagri -, quando potrò avere la tipologia di mezzo che mi sarà necessario a seconda dei servizi che dovrà svolgere in quel momento? E perché dovrei sobbarcarmi i costi di bollo, tagliandi, revisione,  il pensiero di cambiare le gomme al cambio di stagione …. e via elencando, quando potrò invece utilizzare il mezzo solo per il tempo e nel modo che mi è necessario? A ben fare i calcoli, generalmente oggi l’auto è il mezzo che ha il più alto  grado di inefficienza, rimanendo inutilizzato per circa il 95% del tempo che la possediamo».

Se la guida autonoma ha già raggiunto un certo livello nella scala da 0 a 5 che ne misura l’indipendenza («la maggior parte delle nuove auto oggi è  tra i 2 e i 3 gradi di autonomia», afferma l’imprenditore), quando il processo si sarà esplicato completamente, cioè al grado 5, le auto viaggeranno su qualsiasi strada, non solo nei grandi centro urbani, anche sulle strade di montagna. «Ciò significa che – prosegue – cambierà lo stesso significato di “isolato”, perché tutto potrà essere raggiunto o fruibile con maggiore facilità».

Meno auto prodotte vorrà dire meno lavoro? Siagri demolisce con argomentazioni puntuali e stringenti uno degli argomenti che potrebbero sembrare forti nell’analisi critica della servitizzazione. «L’obiettivo finale è consumare meno materie prime e ridistribuire la ricchezza: non necessariamente, perciò, si produrranno meno veicoli, perché essi potrebbero avere maggior diffusione nelle aree del pianeta dove non si hanno le risorse per comprare un’auto, ma si avrebbero quelle per comprare un suo utilizzo. Inoltre, ci saranno tutti i servizi da organizzare ed erogare. Può cambiare il lavoro, ma non venir meno l’opportunità di occupazione».

Lavoro assicurato, poi, per il legislatore e per tutte le autorità che devono cominciare a prevedere questi mezzi su suolo pubblico, con la conseguente necessità di normare uno scenario inedito dal punto di vista, per esempio, del codice della strada e assicurativo.

SPIONAGGIO INDUSTRIALE: FENOMENO SEMPRE PIÙ FREQUENTE, il FVG ECCELLE PER SOLUZIONI INFORMATICHE

Infostar, l’azienda friulana presieduta da Cristian Feregotto (nella foto), punta ad offrire un nuovo servizio alle imprese, che integra la sicurezza, con il valore della fiducia, contro lo spionaggio industriale. Sempre più stringente anche il fenomeno dello spionaggio, verso le imprese.
Un’innovativa business unit dell’impresa tarcentina risponde ad un problema sempre più sentito dagli imprenditori: garantire la sicurezza e la riservatezza sul valore tangibile ed intangibile delle aziende, in un momento storico in cui ogni realtà imprenditoriale deve gestire una mole enorme di dati. 
Feregotto lo annuncia a Resia (Ud), durante un’ intervista, presso la sede friulana di Ti Lancio. 
In un mondo in cui i dati si stanno trasformando nella nuova materia prima dell’economia globale, alcune realtà all’avanguardia si adoperano per metterli al sicuro da fughe e furti. Tra esse spicca Infostar, impresa informatica con sede a Tarcento (Ud), nata nel dicembre di 22 anni fa, che fonda la sua filosofia aziendale, in primis, sulla fiducia. 
L’azienda, che conta quindici collaboratori, ha creato un gruppo di lavoro formato da esperti in IT Security e Data Loss Prevention, contro lo spionaggio industriale, attività che può arrecare danni enormi alle imprese, mettendo al sicuro proprietà intellettuale, brevetti, segreti industriali, progetti, ma anche preventivi, bilanci e buste paga. 
Il Ceo, Cristian Feregotto, conferma che le soluzioni adottate consentono di tracciare tutti i movimenti dei file: da quando escono, dove transitano, chi ne fa uso, per una ‘governance IT’ piena ed efficace. 
“Siamo in grado di garantire la piena tracciabilità di tutti i contenuti digitali presenti in azienda” – spiega Feregotto – “è il frutto di studi, esperienze e intenso lavoro, che abbiamo accumulato in più di vent’anni”. 
Con l’Internet of Things e i progetti legati ad Industria 4.0, sempre più diffusi, l’aspetto della sicurezza informatica non può che rivestire un ruolo chiave nella salvaguardia del lavoro di una qualunque azienda. Senza contare, poi, la massiccia mole di informazioni personali, che riguardano addetti e dipendenti. 
Le soluzioni di data loss prevention, messe a punto da Infostar, per contrastare lo spionaggio industriale, sono imprescindibili in un momento come quello attuale, in cui si ha a disposizione una mole enorme di informazioni distribuite su vari device in uso a dipendenti, collaboratori e spesso professionisti esterni. 
“Siamo pronti ad affrontare il ‘nemico’, per la sicurezza informatica, su più fronti – conclude Feregotto – offriamo e vendiamo la fiducia verso di noi e le nostre soluzioni, contro la malafede che, purtroppo può invadere aziende di tutte le dimensioni.” 

IL RUOLO DEGLI ITS IN ITALIA, TEMA AL CENTRO DELL’INCONTRO FRA STORCHI (UNINDUSTRIA RE) E SIAGRI (CIP FVG)

Il ruolo degli Its – Istituti tecnici superiori – in Europa e nel Norditalia, le sinergie che potrebbero esserci e nascere fra l’Emilia Romagna ed il Friuli Venezia Giulia, in tema di digitalizzazione. Le strategie digitali: come e cosa serve ad un tessuto economico e sociale, come una regione, per essere competitiva a livello globale. Ed ancora, la servitizzazione – il passaggio dal prodotto al servizio – come cambierà i modelli di business; la montagna, intesa come luogo decentrato, quanto e come potrà dare il suo contributo allo sviluppo economico e produttivo del Paese? Sono questi solo alcuni dei temi dibattuti da Fabio Storchi, presidente dell’Unione degli Industriali di Reggio Emilia e Roberto Siagri, presidente del Carnia Industrial Park del Friuli Venezia Giulia (che riunisce le imprese della Carnia), oltre che autore del libro, best seller su Amazon: ‘La Servitizzazione’ dal prodotto al servizio (Guerini e Associati, editori; 2021). 
‘Reggio Emilia sta investendo molto sul tema della digitalizzazione – spiega Storchi – da tempo, abbiamo il piede sull’acceleratore da questo punto di vista. Per essere competitivi è necessario mettere a disposizione delle imprese la conoscenza sul tema, e le possibilità che il digitale offre. Spesso, l’imprenditore di una piccola e media impresa, deve fare fronte ogni giorno ad esigenze e necessità operative, che necessitano di risposte rapide ed efficaci. Questo toglie tempo ed energia al pensiero strategico, per lo sviluppo futuro. Ecco che, sapere cosa il mercato mette oggi a disposizione per migliorare efficacia ed efficienza produttiva, per andare oltre il modello della ‘lean factory’, è indispensabile. La nostra missione è quindi quella di offrire gli strumenti per rendere le nostre imprese più competitive possibile. Ne va dello sviluppo di un intero territorio. Da ciò parte anche, la nostra forte mission in tema di formazione. Sono ben tre gli Its avviati sui temi del digitale solo a Reggio Emilia’. 
Siagri: ‘In Carnia, ad Amaro (Ud), è partito il primo corso Its sulla trasformazione digitale: il primo in Friuli Venezia Giulia, di questo genere. È un modo, questo, per interpretare ad oggi il ruolo del digitale: uno strumento per fare sviluppo anche nelle aree interne e nelle terre alte. Creando competenze che non possono che rendere più competitiva una comunità, più attrattivo un territorio. Sono fondamentali anche questi scambi di esperienze. Spesso, in altri contesti geografici simili, ma lontani, si sono già affrontate situazioni, problemi, elaborando anche soluzioni. Quindi, il confronto non può che creare alleanze efficaci e stimolanti, oltre che fattive’.

EUROLLS – METALMECCANICA FRIULANA – APRE NUOVO CENTRO RICERCHE IN MONTAGNA: R&D PER SOLUZIONI SOSTENIBILI

Eurolls (40 milioni i ricavi, 147 addetti), azienda friulana con quartier generale ad Attimis (Ud) e plant produttivi a Villa Santina (Ud), oltre che a filiali in Cina, Brasile e Messico, punta alla sostenibilità ambientale in uno dei settori meno vocati all’economia circolare: quello metalmeccanico. Eurolls, che sviluppa accessori e tecnologie per la produzione industriale di fili e tubi d’acciaio, ha aperto il suo nuovo Centro ricerche a Villa Santina (Ud), in Carnia, fra le montagne, proprio per individuare soluzioni a beneficio dell’ambiente.
‘Il centro di ricerche sta sviluppando nuovi mezzi in grado di laminare fili in acciaio alto resistenziali e leghe, senza l’uso di saponi e lubrificanti e dei relativi sistemi di aspirazione, così da ottenere un processo ecosostenibile e che non rilasci contaminanti nell’ambiente. Nel centro lavorano quattro persone: l’ultima arrivata, è una neo-laureata con una tesi sulla stampa 3D proprio in collaborazione con Eurolls’ afferma Renato Railz, presidente di Eurolls (nella foto con Matteo Querini, direttore del Centro ricerche). L’azienda sta studiando tecniche di stampa di prodotti ‘cermet’: cermenti, ovvero materiali derivanti dall’unione di un materiale metallico con una sostanza di natura ceramica; ed in particolare di materiali sinterizzati in carburo di tungsteno: i primi risultati sono promettenti. Negli ultimi anni, investimenti importanti sono stati fatti anche nel campo dell’ingegneria delle superfici: con collaborazioni con istituti di metallurgia stranieri e Università italiane sono stati ottimizzati i processi di rivestimento di superfici con tecniche di deposizione in fase vapore (pvd), a basso impatto. I vantaggi che derivano da queste tecniche dimostrano come la tribologia (scienza che studia l’attrito, la lubrificazione e l’usura) può contribuire alla green economy attraverso l’adozione di processi e materiali a bassa pericolosità, la riduzione d’impatto dei prodotti finiti grazie alle migliori prestazioni, la riduzione dei consumi energetici dovuti a dissipazione per attrito, la riduzione dell’impiego di lubrificanti e l’aumento di vita utile del prodotto.
Eurolls ha deciso di investire anche sulla tecnologia di elettrodeposizione del diamante per la costruzione degli utensili per la lavorazione dei propri prodotti, in particolar applicata ai rulli di laminazione. Sta sperimentando ora tecniche per recuperare il diamante esausto e immetterlo di nuovo nel circuito produttivo: attualmente ciò non è possibile, la lavorazione ne cambia le proprietà elettriche e magnetiche. Anche il recupero del corpo solido del prodotto diamantato, che è già una modalità consolidata per gli utensili costruiti internamente, è un tema che Eurolls sta affrontando.

L’impresa friulana è dotata di uno degli impianti automatici più grandi in Italia per il trattamento termico di tempra dell’acciaio con tecnologia in vuoto: un processo senza emissioni in atmosfera, senza generazione di vapori gassosi e senza sviluppo di calore negli ambienti di lavoro. Il packaging: da anni gli imballaggi dei rulli standard del settore ‘wire’: filo, sono stati convertiti utilizzando contenitori ricavati da plastica di scarto o di riciclo.