Ti Lancio dalla Siria DAMASCO 26 luglio 2026 – Una visita dal profondo valore politico e simbolico per il futuro del Medio Oriente. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, è arrivato a Damasco per dare l’avvio ufficiale a una complessa missione diplomatica nel contesto post-Assad. Si tratta del primo viaggio di questo livello da quando la Siria ha avviato il delicato e fragile percorso di transizione politica e stabilizzazione istituzionale.
Al centro dei colloqui con il nuovo governo ad interim e con i rappresentanti della società civile siriana vi sono le modalità di intervento del Palazzo di Vetro, chiamato a coordinare la più grande opera di ricostruzione post-bellica e di assistenza umanitaria del secolo.
La Siria che accoglie il vertice dell’ONU porta ancora le cicatrici visibili di oltre un decennio di conflitto devastante. Oltre alle macerie materiali, la vera emergenza è rappresentata dalla crisi sociale ed economica:
Infrastrutture azzerate: rete idrica, centrali elettriche, ospedali e scuole necessitano di interventi strutturali urgenti e di centinaia di miliardi di dollari in investimenti.
Il nodo dei rifugiati: resta prioritaria la pianificazione del rientro in patria, sicuro e volontario, dei milioni di sfollati interni e dei profughi dispersi tra i Paesi limitrofi (Turchia, Libano e Giordania in primis) e l’Europa.
Riconciliazione e diritti: garantire la tutela di tutte le minoranze etniche e religiose, ponendo le basi per un processo democratico inclusivo e per la giustizia di transizione.
Nei suoi primi passaggi ufficiali a Damasco, Guterres ha sottolineato la necessità di una risposta unanime e priva di veti da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e della comunità internazionale.
«La fine dell’era di Assad rappresenta un punto di svolta storico, ma la vera pace non si costruisce solo con le armi deposte: si edifica garantendo pane, dignità e diritti a ogni singolo cittadino siriano», ha dichiarato il Segretario Generale dell’ONU. «Il mondo ha la responsabilità morale di non abbandonare questo Paese nella fase più delicata della sua storia recente.»
La missione di Guterres punta anche a fare da apripista per lo sblocco definitivo dei fondi internazionali e la rimodulazione delle sanzioni economiche che per anni hanno isolato il Paese. L’Unione Europea e gli Stati Uniti guardano con cautela agli sviluppi, condizionando l’invio dei grandi aiuti allo sviluppo al rispetto effettivo dei diritti umani e alla tenuta democratica delle nuove istituzioni siriane.
Il viaggio a Damasco segna così il primo passo di una maratona diplomatica e umanitaria: la strada per la rinascita della Siria è appena cominciata, ma la presenza dell’ONU intende rassicurare un popolo che chiede solo di poter tornare alla normalità.


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