Cookie Policy ENERGIA. USA. L'AI E IL CARO ENERGIA DIVIDONO NEGLI USA: BOLLETTE ALLE STELLE NEI POLI DEI DATA CENTER. L'ALLARME DEMOCRATICO SULL'ASSE TRUMP-BIG TECH - Tilancio

ENERGIA. USA. L’AI E IL CARO ENERGIA DIVIDONO NEGLI USA: BOLLETTE ALLE STELLE NEI POLI DEI DATA CENTER. L’ALLARME DEMOCRATICO SULL’ASSE TRUMP-BIG TECH

DATA CENTER

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 18 novembre 2025 – Negli Stati Uniti, la corsa globale all’Intelligenza Artificiale (AI) sta presentando un conto salato per i consumatori. I data center, le infrastrutture fisiche che alimentano l’AI e il cloud computing, stanno consumando una quantità di energia senza precedenti.

Secondo le stime, il consumo elettrico di questi centri è destinato a raggiungere il 6.7-12% del totale nazionale entro il 2028. Tuttavia, l’impatto è drammaticamente concentrato in pochi Stati, tra cui la Virginia (dove i data center hanno consumato circa il 26% della fornitura totale nel 2023), l’Illinois e l’Ohio. L’enorme e improvvisa domanda di energia costringe le utilità locali a costruire rapidamente nuove e costose infrastrutture di trasmissione e generazione. Questi costi, non come oneri di capacità, vengono trasferiti a tutti i consumatori.
Negli Stati che fanno parte del mercato elettrico PJM (Mid-Atlantic), si stima che i data center siano responsabili di un aumento di prezzo di 9,3 miliardi di dollari nel mercato della capacità per il 2025-26. Di conseguenza, gli Stati più colpiti, come l’Illinois, hanno registrato un aumento dei prezzi dell’elettricità residenziale che hanno superato il 16% in un anno, molto più della media nazionale. Gli esperti avvertono che il rincaro è solo “la punta dell’iceberg” e che senza un intervento normativo, i cittadini saranno costretti a sovvenzionare applicare la crescita esponenziale dei colossi tecnologici.
Parallelamente alla crisi energetica, si sta intensificando il conflitto politico sull’atteggiamento da adottare nei confronti delle Big Tech.

I legislatori democratici stanno sollevando forti preoccupazioni riguardo una percepita “alleanza” tra le grandi aziende tecnologiche e l’ex (e potenziale futuro) amministrazione Trump. Il timore è che l’agenda politica repubblicana, che mira a “vincere la corsa all’AI” eliminando la “burocrazia e il dogma climatico radicale”, si traduca in una pericolosa deregolamentazione del settore. L’opposizione democratica teme che la deregolamentazione possa rafforzare il potere monopolistico delle Big Tech, compromettendo gli sforzi per l’antitrust e ignorando l’impatto ambientale (consumo energetico e idrico dei data center) e i costi per i consumatori.
Molti progressisti, come l’accademica Zephyr Teachout, hanno avvertito che i colossi tecnologici non sono alleati affidabili della politica democratica, e che un allentamento delle norme sul clima e sull’antitrust potrebbe aggravare le disuguaglianze economiche e la concentrazione di potere.

La battaglia sui data center e i prezzi dell’energia sta quindi diventando il simbolo di uno scontro più ampio: la necessità di bilanciare l’innovazione tecnologica con la stabilità economica e la responsabilità normativa.

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