Cookie Policy EVENTI. FVG. DA PIRANDELLO ALL'AI, LA SFIDA DI RESTARE "INTERI" - Tilancio

EVENTI. FVG. DA PIRANDELLO ALL’AI, LA SFIDA DI RESTARE “INTERI”

EVENTI. FVG. DA PIRANDELLO ALL’AI, LA SFIDA DI RESTARE “INTERI”

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Lignano (PN) 27 marzo 2026 – Nel 1925, dalle pagine dei Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Luigi Pirandello lanciava un grido che oggi, a distanza di un secolo, risuona con una precisione quasi scientifica. Denunciava un uomo che, nel nome del progresso, aveva deciso di sbarazzarsi dei sentimenti, considerandoli un “ingombro non solo inutile ma anche dannoso”.

Questa riflessione che ha innescato in noi di Ti Lancio, Ferruccio Meroi durante una recente Lectio dantesca a Lignano, apre uno squarcio profondo sulla nostra epoca. Se per Pirandello le nuove divinità erano fatte di “ferro e d’acciajo”, oggi quelle divinità hanno assunto la forma invisibile di algoritmi, stringhe di codice e silicio.

Il paradosso sollevato è lo stesso che tormentava Serafino Gubbio: l’idea che per essere “saggi e industri” si debba operare una sorta di lobotomia emotiva. Nel mondo del business moderno e dell’Intelligenza Artificiale, il sentimento è spesso visto come un “rumore di fondo”, un elemento di imprevedibilità che rallenta i processi e sporca i dati.

Tuttavia, considerare i sentimenti un ostacolo alla produttività significa condannarsi a diventare “servi e schiavi” delle macchine che abbiamo costruito. Ignorare la nostra “interezza” — quella commistione di logica ed emozione che Dante celebrava nel V Canto dell’Inferno — significa mutilare l’essenza stessa dell’uomo.

Il grido ironico di Pirandello — “Viva la Macchina che meccanizza la vita!” — trova oggi una sponda inquietante nella nostra dipendenza dai dati. Quando l’analisi numerica sostituisce l’intuizione, o quando un algoritmo decide del valore di un’azienda senza considerarne l’etica e i valori, la profezia si compie.

L’efficienza non può essere l’unico metro di misura dell’esistenza. Se buttiamo via i sentimenti per far correre più veloce la macchina, perderemo il senso della corsa.

Oggi, la vera sfida per chi fa impresa o comunicazione non è solo adottare l’ultima AI, ma avere il coraggio di difendere quell’“ingombro inutile” che è l’emozione umana. Solo restando “esseri interi” potremo governare il silicio senza diventarne schiavi, assicurando che la leadership sia una notizia costante e non occasionale.

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