(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 7 maggio 2026 – Una pausa di riflessione carica di incognite. Dopo i rally delle ultime sedute, i listini europei tirano il fiato, stretti tra l’ottimismo per i negoziati in Medio Oriente e il “bagno di realtà” sui danni strutturali causa dal conflitto. Piazza Affari chiudendo la giornata in rosso ( -0,82% ), vedendo sfumare il tentativo di assalto ai 50.000 punti del Ftse Mib, una soglia psicologica che avrebbe riportato l’indice vicino ai massimi storici registrati nel lontano marzo 2000.
Il vero barometro della giornata è stato il mercato delle materie prime. Il prezzo del greggio ha continuato a scivolare ( -3,3% a 97,8 dollari al barile), trascinato dalle indiscrezioni di Reuters su un possibile accordo imminente tra Washington e Teheran.
Secondo le bozze trapelate, si tratterebbe di un piano quadro per un cessate il fuoco temporaneo e limitato . Sebbene restino irrisolti i nodi più complessi (come il dossier nucleare), la prospettiva di una tregua ha sgonfiato la speculazione sull’energia, portando ossigeno alle attese sull’slancio ma togliendo slancio ai titoli petroliferi.
Oltreoceano il clima è decisamente diverso. Wall Street continua a volare sulle ali di una stagione di trimestrali sopra le attese, permettendo al Dow Jones di fondare lo storico muro dei 50.000 punti .
Tuttavia, tra i bagliori dei record, non mancano i segnali di rallentamento dell’economia reale. Il crollo verticale di Whirlpool (-16%) è il caso della giornata: i vertici del gigante degli elettrodomestici hanno lanciato un profit warning emblematico, spiegando che l’aumento dei costi del carburante e il crollo della fiducia delle famiglie stanno portando a un brusco stop nell’acquisto di beni durevoli. Un segnale che l’inflazione ei danni della guerra continueranno a pesare sui consumi nei mesi a venire.
A Milano, la seduta è stata caratterizzata dalla prudenza. Il Ftse Mib ha fallito la conquista dei 50mila punti, allontanandosi dal top di sempre di 50.109 punti. In una giornata difficile per i titoli ciclici, si è distinta negativamente Campari, finita sotto pressione in un comparto dei beni di consumo che sconta i timori per il potere d’acquisto globale.
Sul fronte dei titoli di Stato, si registra invece una nota positiva: lo spread tra Btp e Bund è migliorato scendendo in area 73 punti, con il rendimento del decennale stabile al 3,7%. Una stabilità che conferma come, nonostante la volatilità azionaria, il debito sovrano italiano continua a godere della fiducia degli investitori in questa delicata fase di transizione geopolitica.


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