(Ti Lancio dalla Slovenia) Sempeter pri Gorici 24 settembre 2024 – Prosegue l’inchiesta di Ti Lancio sui Paesi Balcanici. Parliamo con Dino Feragotto, imprenditore friulano che produce anche oltreconfine
Giovane, dinamica, pronta: la società slovena è uno degli scenari europei emergenti e gli occhi degli investitori sono puntati su questo piccolo ma vivacissimo Paese. La disoccupazione è scesa al minimo storico dall’anno dell’indipendenza (1991), secondo i dati dell’ICE di Lubiana e le previsioni di crescita economica, secondo la Commissione Europea raggiungeranno il +2,7% nel 2025. Aumentano anche i salari. L’impennata più palpabile è sicuramente ravvisabile nel mercato immobiliare.

“Nonostante oggi costruire in Slovenia costi più che in Italia, il mercato degli immobili è molto attivo. Non esistono edifici sfitti ed è difficile trovare un capannone industriale da affittare”: a raccontare è Dino Feragotto (nella foto), fondatore e guida di Led Luks. La sua azienda, tra le principali e le più sostenibili nell’illuminotecnica, ha sede principale a Sempeter pri Gorici, proprio sul confine italo-sloveno. “Da anni siamo alla ricerca di di 6-7mila metri quadrati da destinare a un nuovo stabilimento nella zona della Goriška, a due passi da Gorizia dove, invece, aumentano gli edifici ormai vuoti, non operativi”. A Nova Gorica, la città slovena che condivide con quella italiana il nome, tradotto, la lingua e un territorio ormai senza barriere, gli spazi edificabili sono praticamente esauriti. Entrambe le località saranno nel 2025 ‘Capitale europea della Cultura’: si prevede fermento e nuove iniziative.
Le affinità fra le due regioni sono tante: “La Slovenia è un territorio molto variegato sebbene popolato solo di 2 milioni di abitanti: città come Lubiana (nella foto) e Maribor sono ben diverse dalle aree montane. E è un po’ quello che si constata anche in Friuli, così differenziato per geografia e modi di vivere”.
Feragotto, tuttavia, analizzando le due realtà constata come sono tanti gli indicatori che mostrano un rovesciamento della situazione: “Il capoluogo italiano negli ultimi 20 o 30 anni ha perso molto appeal, le persone se ne vanno, le case restano vuote; gli sloveni invece stanno cominciando ad acquistare appartamenti anche sul versante italiano”.
Queste tendenze si riflettono anche nel mercato del lavoro e negli scenari imprenditoriali che Dino Feragotto, grazie al suo ruolo istituzionale anche in Confindustria Udine, osserva con molta attenzione. “Reperire personale per le aziende italiane è una missione orami molto difficile; anche in Slovenia occorre molto impegno ma non è impossibile. Negli ultimi 18 mesi in Led Luks abbiamo assunto molto personale soprattutto di produzione.
Il livello di scolarizzazione sloveno fa la differenza. “E’ più alto che in Italia: – spiega Feragotto – il 40% dei giovani sotto i 40 anni è laureato. Si tratta di ragazzi e ragazze disposti a cominciare a lavorare anche sulle linee di produzione, prima di approdare a un impiego di concetto o manageriale”. Dei 90 dipendenti Led Luks, il 30% è in possesso di laurea; il 52% è donna e si occupa di qualunque mansione, dalla produzione al commerciale alla logistica fino alla dirigenza.
A livello associativo, in Confindustria Udine, l’attenzione al cambiamento è più alta che mai e il confronto fra imprenditori è quotidiano. “Non esistono modelli preconfezionati per fare impresa tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, i modelli sono gli stessi ma siamo attenti alle best practices e alla innovazioni possibili. Contano i valori aziendali, come il rispetto, la collaborazione: soprattutto i valori sono sempre gli stessi”.


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