IL PARCO DELL’APPENNINO, VOLANO PER LO SVILUPPO ECONOMICO IN MONTAGNA

IL PARCO DELL’APPENNINO, VOLANO PER LO SVILUPPO ECONOMICO IN MONTAGNA

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Parma e Reggio Emilia 6 settembre 2022 – Oltre 26mila ettari di natura e paesaggi sono diventati un efficace volano di sviluppo economico del territorio su cui si estendono, dando prova che efficienza organizzativa e capacità di attrarre investimenti, tra l’altro anche importanti risorse comunitarie, possono consentire di invertire la rotta dello spopolamento e del degrado delle terre alte. 

Accade sull’Appennino Tosco Emiliano, dove il Parco nazionale omonimo che si estende nella montagna tra le province di Reggio, Parma, Massa Carrara e Lucca continua a crescere. Fondato poco più di vent’anni fa, nel corso del tempo si è ampliato a comprendere altri Comuni oltre a quelli che lo hanno fondato. L’organizzazione del Parco è affidata a una struttura estremamente snella, composta da un direttore, sei dipendenti a tempo pieno e da un part time, la cui capacità progettuale ha consentito di attrarre fondi ministeriali, regionali ed europei, tradottisi in progetti per il turismo, il mantenimento delle risorse forestali e naturalistiche, la ristorazione e l’accoglienza, nei quali sono impiegate imprese e persone del territorio. 

«Il Parco è stato intermediario attivo nell’intercettare fondi europei del Psr, il Piano di sviluppo rurale, per commissionare molti lavori forestali attraverso gli Usi civici – esemplifica il direttore Fausto Giovannelli (nella foto) -. I lavori, per alcuni milioni, sono stati commissionati a imprese del luogo». Inoltre, il Parco ha di recente aderito alla piattaforma per i crediti di sostenibilità, «Un ulteriore stimolo alla nascita di una nuova economia del bosco – afferma il direttore -, perché i tagli degli alberi saranno pianificati e certificati e ciò stimolerà la crescita professionale delle ditte che si dedicano al taglio del bosco e alla raccolta della legna». 

Su un bilancio da 5 milioni, i fondi ministeriali raggiungono 1,7 milioni. La restante quota è data dalle risorse che il Parco è riuscito a recuperare partecipando a bandi regionali ed europei. Recenti risorse ministeriali legate alla linea di intervento Parchi per il Clima, e ottenute a seguito di partecipazione a bandi, ha ulteriormente incrementato il bilancio, portandolo a 12 milioni. «Il Parco – evidenzia il direttore – è riuscito a ottimizzare i costi per il personale e a dare slancio alle attività di investimento delle risorse, che naturalmente sono per la gran parte vincolate a finalità precise». 

Sul versante più prettamente turistico, il Parco ha investito in progetti di ristorazione come «Neve natura» e «Menù a chilometro zero» e recentemente un corso formativo ha permesso di accreditare ben 200 guida, soggetti che, in virtù di un contratto di collaborazione con il Parco, possono svolgere nel suo perimetro l’attività di guida in piena autonomia. 

«Quest’attività continua e diversificata dell’ente Parco sta dimostrando di avere i suoi effetti non solo nella salvaguardia dell’ambiente, ma anche del tessuto socio economico locale – conclude il direttore Giovannelli -: ha contribuito a impedire un ulteriore spopolamento del crinale emiliano-toscano e i gli ultimi dati demografici registrano nascite e nuovi insediamenti nell’area». 
(PARU)

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