(Ti Lancio da Roma) Roma 12 dicembre 2023 – I 27 Paesi membri UE hanno approvato la legge sul regolamento ‘Ai Act’. In attesa del testo definitivo, si avvicina un momento storico per l’Europa (e non solo): un accordo per normare i modelli di intelligenza artificiale e le loro applicazioni in diversi settori.
ll regolamento è complesso e altrettanto tortuosa sarà, per ogni Stato membro, l’implementazione nel sistema normativo e nella pratica quotidiana. Per questo, è previsto che l’AiAct entrerà in vigore due anni dopo la sua ratifica definitiva.
Troppo tardi, rispetto alla rapidità di tecnologie sempre in evoluzione?
Intanto ci sono alcuni punti fermi raggiunti dopo una lunga trattativa che ha coinvolto le istituzioni comunitarie.
Il principio fondamentale è: limitare i rischi e assicurare la tutela dei diritti dei cittadini, in particolar modo la privacy. Per questo saranno vietati il riconoscimento biometrico (in base al volto) e la classificazione delle persone sui dati sensibili (personali, politici, religiosi, di genere). Al bando anche la raccolta di dati sulle emozioni al fine di manipolare il comportamento umano.
Sarà inoltre prevista una stretta sulle potenzialità dell’A.I.generativa e dei deep fake, i video che alterano volti e voci delle persone.
Non ci sono limiti nello sviluppo di intelligenze artificiali a scopi scientifici di ricerca, e limiti più moderati nei confronti di PMI e start-up che saranno tenuti a rispettare trasparenza e privacy.
Un nuovo organismo europeo, con sede a Bruxelles, vigilerà sui divieti e applicherà le sanzioni (fino a 35 milioni di euro) nei confronti di chiunque trasgredisca, dai singoli alle multinazionali.
(MARIFRE)

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