LECTIO A MILANO DELL’ECONOMISTA VITO ROTONDI

LECTIO A MILANO DELL’ECONOMISTA VITO ROTONDI

L’evento  “Tempo di dignità e di pace”, della rassegna DN Direzione Nord “persone che hanno qualcosa da dire” e dagli Amici delle Stelline e patrocinato dalla “Fondazione Stelline” in Milano, ha fatto da cornice all’intervento dell’economista Vito Rotondi, amministratore del Gruppo MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici SpA,  azienda friulana top rating A+ Moody’s, Elite, SA8000, tre stelle AGCM, leader mondiale nel settore delle macchine e impianti per la lavorazione dell’acciaio: L’intervento durante la tavola rotonda dedicata al tema “Export e Internazionalizzazione in tempo di guerra” ha offerto alcuni spunti di riflessione dell’economista sulla società e l’azienda.

“Non è per caso che L’Italia rappresenta la 2° economia industriale europea e la 5° economia mondiale per surplus commerciale. Noi siamo un’espressione dell’economia reale. I fenomeni che ci troviamo a gestire oggi non sono diversi da quelli affrontati nel passato – spiega Vito Rotondi – Le operazioni militari, sono insegnamenti violenti, ci pongono di fronte a problemi, una serie di catene che agiscono su elementi fondamentali dell’economia e che producono dei potenziali danni. Per uscirne sono importanti caratteristiche come l’internazionalità e la multiculturalità con cui un’impresa si propone sul mercato”.

Senza dimenticare la necessità di saper coltivare come impresa, nella propria accezione di istituto economico e sociale, una civiltà umanamente sostenibile educata alla  “competitività intelligente”, intesa come capacità di saper indirizzare l’Impresa stessa verso un comune obiettivo sentito proprio e indentitario in tutta la sua dimensione di sostenibilità, umana (non soltanto umanitaria), organizzativa, sociale, etica, reddituale, ambientale. La “Competitività Intelligente” è stato già tema particolarmente sentito, quest’ultimo, che Vito Rotondi ha, peraltro, avuto già modo di approfondire in altre sedi con il premio Nobel Joseph E. Stiglitz. In sintesi la “Competitività Intelligente” rileva Rotondi, riguarda aziende, società, tecnologie e lavoro e, appunto, definisce alla radice determinante i principali fattori critici di successo emersi nella pandemia virale e militare. Ovvero un decalogo: 1) la continuità operativa (business continuity), la resilienza che parte dall’individuo e si armonizza nei protocolli e nella conformità normativa della governance nella forza della fondamentale tutela brevettuale, del marchio, del patrimonio intangibile, goodwill, knowhow, etc.; 2) la digitalizzazione, intesa come trasformazione digitale, già entità strategica in Azienda ove l’emergenza pandemica ne ha sottolineata la rilevanza e accelerata l’implementazione; 3) la Dimensione di Impresa rilevante e la sua capacità finanziaria, operativa, sociale, compensativa anche di cicli avversi; 4) l’Innovazione pervasiva (open innovation) su prodotto, processo, servizio, formula di business, risorse umane, politiche e procedure sostenibili; 5) l’integrazione verticale con la gestione dell’intera filiera della Supply Chain con solide catene di vendita, elevate efficienza e resilienza delle aziende fornitrici, la gestione del Capitale Circolante, etc.; 6) l’integrazione dell’offerta con servizi a valore aggiunto (servitization – IoT) che  rileva nella crescita dell’impresa anche la misura dell’equazione value creation = (willingness to pay +  value capture); 7) l’ottica collaborativa integrata in grado di offrire la fruizione, lungo la filiera del mercato, con la somministrazione dell’utilizzo del bene (subscription economy) e non unicamente con la sua cessione. Unitamente l’ottica collaborativa  diviene offerta collaborativa associata ad ampi e vari servizi a valore aggiunto in incremento del valore olistico nella USP (Inique Selling Proposition) della proposizione commerciale che sia una frequentazione continuativa di Customer Experience & Journey che il Cliente vive, anche grazie alla tecnologia digitale;  8) la Struttura Aziendale deve essere capace di  insegnare, ove l’insegnamento assurga a specializzazione professionale, quasi missionaria, premiata e premiante, anche di capacità e competenze attraenti e integranti il profilo professionale nuovo e il tradizionale. La struttura aziendale deve divenire capace di agire, fare accadere le fenomenologie di risultato, grazie anche alla scuola di formazione, la MEP Business School interna all’azienda,  ad ogni livello con un’organizzazione proattiva in grado di leggere i dati derivanti dalle interazioni sociali, dai processi digitali e dall’IOT e abilitare ad analizzare con olismo gestionale, a confrontare dati e processi con KPI interni e ad agire con estrema velocità e precisione; 9) la finanza aziendale, intesa come Corporate Finance & Management Accounting, come funzione che espliciti il processo di generazione di valore, ne esprima misura, lo controlli e lo indirizzi sempre nella salvaguardia dell’indipendenza imprenditoriale, dell’autonomia del management, nell’interesse dell’Impresa, delle Risorse Umane e di tutti gli Azionisti. Un’Azienda per creare valore (flussi di cassa maggiori, costo del capitale minore, crescita maggiore…) deve fare in modo che il rendimento delle proprie attività sia più elevato del costo del capitale che impiega, misurato appropriatamente. La finanza aziendale osserva al di là dell’emergenza, si pone a servizio della strategia competitiva, programma l’impiego della liquidità sia come strumento per generare valore, sia quale strumento della competitività per guadagnare vantaggio competitivo, affrontare e gestire crisi e opportunità; 10) la corporate governance, il risk management e la Funzione ESG & sustainability devono offrire l’integrazione assoluta di tutti i processi, i cicli e circoli di avanzamento del progresso della competitività di impresa, affrontando anche temi cruciali superiori, da non lasciare nel limbo dell’estraneità, quali il disastro ambientale, le disuguaglianze e i conflitti le normative, il diritto, il lavoro.

“La competitività intelligente – ha concluso Rotondi – è quella dimensione che supera la competizione e armonizza l’intera organizzazione. Non solo il tema tecnico della macchina che si vende e che deve essere perfetto, di rapprto con le risorse umane, di identità sociale e umanista, di conformità legale di concerto con tutti i sistemi di corporate governance, digitali e reali, di qualità, responsabilità sociale e ambientale, reddituale e finanziaria. Tutti elementi che fanno di un’organizzazione un sistema economico orientato a divenire un istituto economico sociale indirizzato verso un comune obiettivo sentito proprio in tutta la dimensione organizzativa. In questo modo anche un’economia piccola in un mercato aperto e sostenibile potrà offrire il meglio delle sue competenze nella mutua crescita sociale e nel progresso economico”.

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