(Ti Lancio dal Veneto) Mestre 11 luglio 2022 – Il Triveneto e l’Emilia Romagna si riflettono nel mondo, e viceversa. Contrariamente al tradizionale punto di vista interno, il Rapporto 2022 della Fondazione Nord Est mette in campo un cambio di prospettiva e analizza i megatrend economici, sociali e tecnologici, l’ambiente e la demografia, per capire come intervenire sul territorio. E, per territorio, si intende appunto la triade classica – Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, più l’Emilia Romagna, con la quale sono condivise oggi soprattutto la vocazione industriale e la competitività economica.
In un convegno che si è tenuto oggi, 11 luglio, al Museo M9 di Mestre, la Fondazione – forum economico voluto da Confindustria e associazioni di categorie dell’Italia nordorientale – si è interrogata su “Il futuro sta passando – Chi è pronto e chi no”.
Domande a latere: quali sono le competenze per cogliere le opportunità internazionali? come sostenere le imprese nell’attrazione di investimenti e talenti? come restare protagonisti dell’economia globalizzata?
Per essere più forte e competitiva, dunque, la ‘locomotiva Nord Est’ abbraccia anche l’Emilia Romagna, rappresentata in questa occasione da Fabio Storchi, Presidente FINREGG Spa di Reggiolo (RE), che solo pochi giorni fa ha concluso il suo mandato come presidente di Unindustria Reggio Emilia.
“La mia regione, insieme con quelle del Nord Est, negli ultimi vent’anni, sono cresciute più del resto dell’Italia – afferma Storchi – ma non ancora quanto i territori d’eccellenza in Europa che possiamo considerare concorrenti”.
Cosa fare, dunque? La ricetta del presidente è composta di due parole chiave: digitale e sostenibilità. “Le PMI – spiega – devono attuare la trasformazione digitale, adottando fattori abilitanti per consentire la sostenibilità in tre campi: ambientale, con la riduzione di emissioni di CO2 e utilizzando fonti energetiche alternative rispetto ai fossili; sociale, per offrire sedi di lavoro che siano green, nuove; economica, in quanto risparmiando energia si contengono anche i costi”.
Insolita ma interessante l’ultima suggestione da Storchi: “Molti organismi mondiali si sono già dotati della figura del ‘futurista’, specialista nel prendere decisioni fondamentali per il futuro, appunto. Dovremmo importare anche in Italia il ricorso a questa competenza”.
I lavori, aperti dal Presidente della Fondazione, Giuseppe Bono, hanno visto gli interventi del direttore scientifico, Luca Paolazzi e del ricercatore senior Gianluca Toschi, della sociologa specializzata in futuro Isabella Pierantoni di Generation Mover. Quest’ultima si è focalizzata sulle nuove modalità di lavoro, mentre del ruolo specifico della manifattura ha dissertato Lorenzo Ciapetti, direttore e responsabile scientifico di Antares, centro ricerche per le politiche industriali. In conclusione, la relazione del presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro.


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