(Ti Lancio da Roma) Roma 28 gennaio 2026 – Non sono solo i gas di scarico a minacciare la qualità dell’aria nelle nostre città. Un recente studio condotto dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha acceso i riflettori su un inquinante spesso invisibile ma onnipresente: le microplastiche derivanti dall’usura degli pneumatici.
La ricerca ha analizzato la dispersione di frammenti polimerici nell’atmosfera urbana, arrivando a conclusioni che mettono in discussione non solo quanto guidiamo, ma soprattutto come lo facciamo.
Il dato più significativo emerso dalle rilevazioni riguarda le dinamiche di guida. Lo studio ha evidenziato che le zone a traffico “stop-and-go” presentano i livelli di concentrazione più elevati in assoluto.
Nelle aree dove i veicoli sono costretti a fermarsi e ripartire frequentemente — come in prossimità di semafori, incroci congestionati o code in aree urbane dense — l’abrasione meccanica tra il battistrada e l’asfalto accelera drasticamente. L’attrito intenso rilascia particelle microscopiche che rimangono sospese ad altezza d’uomo. La spinta necessaria per ripartire da fermo genera un ulteriore distacco di materiale polimerico.
A differenza delle emissioni di CO2, che contribuiscono al riscaldamento globale, le microplastiche disperse nell’aria rappresentano un rischio diretto per la salute umana e gli ecosistemi. Le particelle più piccole (PM2.5 e inferiori) possono penetrare profondamente nel sistema respiratorio. Una volta depositate al suolo, queste particelle vengono trasportate dalle piogge nei sistemi fognari e, infine, nei fiumi e nei mari. Gli pneumatici non sono solo gomma; contengono additivi, cariche e polimeri sintetici che possono rilasciare sostanze tossiche.
I risultati di ENEA suggeriscono che il passaggio all’elettrico, pur eliminando le emissioni allo scarico, non risolve il problema delle microplastiche. Anzi, il maggior peso delle auto elettriche (dovuto alle batterie) potrebbe potenzialmente aumentare l’usura degli pneumatici. Lo studio ENEA ci ricorda che la sfida della qualità dell’aria nelle “smart city” del futuro passerà inevitabilmente per una gestione più intelligente dei flussi stradali e per una maggiore attenzione ai materiali che compongono i nostri veicoli.


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