Cookie Policy METEO. SICILIA. SUL MEDITERRANEO SONO IN ARRIVO I 'MEDICANE', I ‘NUOVI’ URAGANI MEDITERRANEI - Tilancio

METEO. SICILIA. SUL MEDITERRANEO SONO IN ARRIVO I ‘MEDICANE’, I ‘NUOVI’ URAGANI MEDITERRANEI

METEO. SICILIA. SUL MEDITERRANEO SONO IN ARRIVO I ‘MEDICANE’, I ‘NUOVI’ URAGANI MEDITERRANEI

(Ti Lancio dalla Sicilia) Siracusa 22 ottobre 2024 – Uragani, nuove specie di pesci e piante marine saranno i frutti del riscaldamento globale che sta colpendo duramente il Mediterraneo. Negli ultimi sessant’anni le temperature medie sono aumentate di circa un grado. L’estate del 2024 ha fatto registrare in tutto il mediterraneo un aumento della temperatura dell’acqua fino 5 gradi in più rispetto al passato. Un fenomeno che comporta dei cambiamenti epocali, causato da un riscaldamento globale facilitato dalla continua emissione in atmosfera di sostanze inquinanti e anidride carbonica. “Nel Mediterraneo – racconta il meteorologo Daniele Ingemi, esperto in eventi meteorologici estremi – con l’aumento della temperatura nelle acque superficiali in particolari condizioni atmosferiche si potranno creare degli eventi atmosferici particolarmente potenti che potranno superare le tempeste che venivano registrate negli anni passati.”

Un esempio? “ Con l’aumento della temperatura delle acque superficiali si formano delle grandi quantità di aria umida e calda che salendo in atmosfera possono scontrarsi con l’aria più fredda e questo comporta un rischio maggiore di generare dei fenomeni estremi che prendono il nome di Medicane (MEDIterranean hurriCANE, uragano mediterraneo). Si tratta di piccoli uragani che possono essere paragonati al livello 1 rispetto agli uragani che si formano sulle coste dell’Atlantico. I Medicane possono arrivare a tempeste con venti dai 120 ai 150 chilometri all’ora. Se si dovesse formare sul golfo di Napoli un Medicane i danni sarebbero sicuramente molto elevati per le coste così come per altri luoghi del Mediterraneo”.

Soluzioni? “Le uniche sono quelle di potenziare le difese e le barriere costiere per evitare che le mareggiate creino dei danni irreparabili.”  L’aumento della temperatura delle acque mediterranee ha portato una maggiore instabilità dal punto di vista atmosferico con l’affermarsi del nuovo tipo di uragano.
Oltre a questo pericolo ve ne è un altro che colpisce il mondo della pesca. Il Mediterraneo è invaso da nuove specie di pesci e di piante acquatiche che rischiano di distruggere molti ecosistemi e di conseguenza l’attività della pesca. Il granchio blu, il pesce scorpione e decine di altre specie stanno colonizzano il Mediterraneo e sono entrate attraverso il canale di Suez o lo stretto di Gibilterra, trasportate dalle navi che spesso sono dotate di un serbatoio chiamato zavorra che serve per la stabilità e che viene riempito al porto di partenza e svuotato al porto di arrivo per poi essere di nuovo riempito. Questi processi di riempimento e svuotamento hanno permesso a molte specie marine di cambiare “casa” e ritrovarsi nel Mediterraneo. Si calcola che negli ultimi anni ben un migliaio di nuove specie sia arrivata nei nostri mari. Questa situazione avrà un grosso impatto sulla pesca anche perché, secondo Daniele Ingemi, l’aumento di temperatura del Mediterraneo lo porterà ad essere un mare con caratteristiche tropicali e spingerà i pescatori a catturare le nuove specie che sono arrivate e che si sono diffuse mentre invece per quelle tradizionali come i tonni, le spigole o le orate si diffonderanno sempre di più degli allevamenti in alcune aree. “A Malta – racconta Ingemi –  sono stati  realizzati dei grandi allevamenti di tonno e altre specie di pesce che crescono in apposite gabbie marine in prossimità delle coste. Anche in Sicilia si sta seguendo questa strada con la costruzione di allevamenti marini. L’importante è che rispettino l’ambiente e che vengano costruite secondo determinati criteri di sicurezza per evitare che si danneggino o si rompano in caso di mareggiate”.
(Dispaccio di Ti Lancio di Paolo Ruini)

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