(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Codroipo (UD) 21 ottobre 2024 – Alessandro Liani, ceo di Video Systems, l’azienda di Codroipo, impegnata, da oltre 30 anni nell’applicazione della intelligenza artificiale ai metodi di visione, lancia un allarme sui cui serve riflettere: «L’intelligenza artificiale necessita di un consumo energetico notevole, insieme ad un necessario stoccaggio di mole di dati, quanto è sostenibile al momento, con le infrastrutture che abbiamo? Dobbiamo porci l’interrogativo, tenuto conto che si sta cominciando ad applicare in modo diffuso, come è stato per tutte le tecnologie che hanno cambiato il modo di lavorare. In alcuni settori la presenza è già molto significativa, in altri meno e per diverse ragioni, ma stimo che tra due-tre anni l’Ai sarà presente ovunque».
Liani dichiara: «Una discussione aperta è quella legata alla sostenibilità energetica dell’Ai, un tema che stiamo affrontando anche all’AIOTI (Alliace for IoT and edge computing innovation). Tra gli interrogativi cui cercheremo di dare risposta, è qual è il rapporto tra la quantità di CO2 prodotta dalla digitalizzazione del manifatturiero e quella evitata con le versioni green dei processi produttivi».
Alessandro Liani, alla guida della performante Video Systems di Codroipo, leader nel settore della visione artificiale, e tra l’altro chair del Working Group Manufacturing in AIOTI, la maggiore associazione europea in ambito IoT, analizza così l’avanzata dell’intelligenza artificiale nel settore produttivo, economico e dei servizi. «Nella nostra azienda, per esempio, il 95% dei prodotti sviluppati hanno un motore con Ai al proprio interno», illustra per raccontare la capacità evolutiva di un settore, quello dei sistemi di controllo qualità e processo basati su visione artificiali, che può essere considerato “early adopter” rispetto all’Ai. Inoltre, aggiunge, «più della metà delle imprese con cui ci interfacciamo ha in dotazione una soluzione con intelligenza artificiale».
Un po’ meno accelerato è l’utilizzo della tecnologia nell’analisi dei dati. E non perché non la si consideri efficace in questo ambito, piuttosto per timori legati alla sicurezza dei dati. «Poiché la potenza di calcolo necessaria per analizzare i dati di imprese di certe dimensioni è importante – premette Liani -, si opta per lavorare sul Cloud piuttosto che installare onerose macchine in azienda. Questa migrazione dei dati fuori dalle pareti aziendali ingenera negli imprenditori ancora qualche timore – aggiorna -, perché si paventa il rischio che i propri numeri possano essere letti ed analizzati ricavando non solo dati tencici ma anche di produttività dei processi». Di contro, l’office automation «è ormai una realtà per la gestione di segreteria, l’analisi di mercati e dei dati CRM e per la gestione interna delle aziende», considera Liani. Il prossimo futuro dell’Ai è, quindi, tutto in espansione, sebbene «occorra verificare la cornice normativa Ue, perché Usa e Cina di sicuro non hanno su questa tecnologia tutte le regole che si stanno valutando in ambito comunitario».
Dal suo osservatorio Liani smentisce una delle teorie ricorrenti riguardo alle Ai, cioè la perdita di posti di lavoro in parallelo al suo sviluppo, «perché nelle realtà che conosco, compresa la nostra azienda, la necessità di specialista è piuttosto in crescita. Inoltre, si ricordi che non di rado gli imprenditori scelgono la digitalizzazione e l’automazione all’avanguardia perché non trovano personale».


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